«E alla fontana lavano le siringhe»

La consigliera Montopolino denuncia: ecco i punti fuori controllo
PESCARA. Spaccio di droga, minacce ai residenti e, lungo le strade, degrado e abbandono. C’è scritto questo in un esposto firmato dalla consigliera comunale Maria Luigia Montopolino della Lega, presidente della commissione Politiche sociali, e presentato al questore Luigi Liguori. Una denuncia che è anche un appello a intervenire per salvare un quartiere soffocato dalla criminalità, visibile e invisibile.
Nell’esposto la consigliera passa in rassegna «i punti particolari» di Rancitelli: «Ci sono prostitute tossicodipendenti che vivono costantemente nei palazzi Clerico e su via Capestrano», racconta, «e poi ragazzi stranieri, soprattutto di origine africana, che spacciano a qualsiasi ora del giorno e della notte; tossicodipendenti che ormai si buttano lungo via Tavo, via Capestrano e vicino alla rimessa della Tua, per esempio dietro alla scritta “Pescara” che c’è dentro l’aiuola. Su via Capestrano», continua Montopolino, «hanno preso di mira il distributore dell’acqua: qui lavano le siringhe e bevono. Stessa cosa accade anche alla fontanella del parco: qui, oltre alle siringhe, si lavano proprio anche loro». Nell’esposto, dice la consigliera, «ho menzionato anche i palazzi Clerico. Poi, ci sono anche una casa abbandonata in via Tavo, di fronte ai palazzi Clerico, anch’essa presa di mira, il parco di via Cetteo Ciglia, il sottopasso del ponte della Libertà, la piazza di fronte alla chiesa degli Angeli Custodi, la Tiburtina a ridosso della rotonda con via Capestrano». Sono i luoghi battuti dagli spacciatori di strada e dai tossicodipendenti alla continua ricerca di soldi per acquistare le dosi.
Montopolino spiega che i controlli dei vigili urbani, con il gruppo Giona, sono costanti: «Ma la nostra polizia municipale non è sufficiente». Di questo, la consigliera ne ha parlato già in un riunione con il prefetto Giancarlo Di Vincenzo e con i vertici delle forze dell’ordine: «Il problema è ampio ma riconducibile a due aspetti: il degrado sociale, che il Comune sta combattendo con il Giona e l’unità di strada di On the Road, e la delinquenza che è competenza delle forze dell’ordine». La consigliera conclude: «I cittadini sono stanchi e scoraggiati perché non vedono soluzione. Nell’immediato c’è bisogno di controllo e repressione». (p.l.)

