E arriva il siero Novavax Brucchi: convincerà tutti

Sarà distribuito dal 21 febbraio, funziona in modo diverso da Pfizer e Moderna Il referente regionale: «È adatto agli scettici: così aumenteremo le prime dosi»
PESCARA. «Il vaccino Novavax è un’arma importante. Ci darà una grossa mano a convincere anche i più scettici perché il suo meccanismo di azione è totalmente diverso rispetto ai sieri Pfizer e Moderna che abbiamo utilizzato finora».
Parola di Maurizio Brucchi, referente regionale per la campagna di vaccinazione anti Covid. Il 21 febbraio i primi carichi del nuovo vaccino verranno distribuiti in tutta Europa e, successivamente, anche in Abruzzo sarà possibile vaccinarsi con il nuovo siero. La speranza è che Novavax possa ridare fiato a una campagna vaccinale che ha visto crollare i suoi numeri nelle ultime settimane. Nell’intera giornata di mercoledì, l’Abruzzo è riuscito a somministrare solo 592 prime dosi: negli ultimi 7 giorni, sono state complessivamente appena 3.752. Sembra essersi stabilizzato sulle mille unità giornaliere il numero delle seconde dosi, con un picco di 1.644 registrato due giorni fa. Le terze iniezioni, invece, hanno superato in due occasioni (giovedì e venerdì scorso) quota 7.000 somministrazioni in 24 ore.
Perché è tanto atteso
Numeri che testimoniano un calo drastico dei ritmi della campagna vaccinale. Ma questo non è l’unico motivo per cui il vaccino Nuvaxovid (questo il nome del siero dell'azienda farmaceutica americana Novavax)) è piuttosto atteso. Il nuovo vaccino si basa su una tecnologia più tradizionale, rispetto a Pfizer e Moderna. «Potrebbe convincere a vaccinarsi contro il Covid tutti gli scettici», spera il referente Brucchi, «e parlo anche dei più ostinati. Il meccanismo con cui questo nuovo vaccino protegge dal Covid toglie argomenti di contestazione ai no vax. Credo che ci sarà molto utile per scalfire lo zoccolo duro no vax che è rimasto».
Come funzionA
IL NUOVO VACCINO
Novavax lavora preparando il corpo a difendersi dal Covid. Questo vaccino contiene tracce di una proteina che si trova sulla superficie del Covid (la proteina spike).
Quando una persona riceve il vaccino, il suo sistema immunitario identificherà la proteina come estranea e produrrà difese naturali (cioè anticorpi ) contro di essa. Se, in seguito, la persona vaccinata entra in contatto con il Covid, il sistema immunitario riconoscerà la proteina spike del virus e sarà pronto ad attaccarla. Gli anticorpi e le cellule immunitarie, generate dal vaccino, possono proteggere dal Covid lavorando insieme per uccidere il virus.
Le differenza con Pfizer
e Moderna
Questo meccanismo segna una differenza netta tra il meccanismo di funzionamento di Nuvaxovid e quello degli altri sieri finora utilizzati. Il nuovo vaccino si basa, infatti, sulla tecnologia delle proteine ricombinanti, già usata da decenni per altri vaccini tradizionali, come quello già in uso contro l’epatite B e il papilloma virus. Pfizer e Moderna, invece, introducono nelle cellule l’Rna virale, che stimola la produzione della proteina spike virale, mentre i vaccini tradizionali, come Novavax, introducono direttamente la proteina, che attiva la riposta immunitaria. È differenza non da poco.
Quanto è efficace contro
il Covid
L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), quando diede l'ok al vaccino Novavax, aveva rilevato una efficacia del 90% nel prevenire il Covid in forma sintomatica. Successivamente, sono stati condotti due studi principali su questo vaccino, negli Usa e in Gran Bretagna. E i risultati hanno confermato un’efficacia del 90% circa contro l’infezione da Covid. L'azienda produttrice, inoltre, aveva parlato anche di «un'ampia reattività contro Omicron con appena 2 dosi».
I possibili effetti
collaterali
Gli effetti indesiderati di Novavax, rilevati negli ultimi studi sono stati lievi ed eliminati entro un paio di giorni dopo la vaccinazione.
I più comuni erano: dolore nella zona dell’iniezione, stanchezza, dolori muscolari, mal di testa, sensazione generale di malessere, ma anche dolori articolari, nausea e vomito. (d.b.)

