E Biondi chiede un impegno: stop alla restituzione delle tasse

L'AQUILA. La sospensione anche provvisoria del provvedimento in cui si chiede la restituzione delle agevolazioni fiscali sospese dopo il sisma 2009. È l'impegno che il primo cittadino Pierluigi...
L'AQUILA. La sospensione anche provvisoria del provvedimento in cui si chiede la restituzione delle agevolazioni fiscali sospese dopo il sisma 2009. È l'impegno che il primo cittadino Pierluigi Biondi ha chiesto al sottosegretario Sandro Gozi, ieri all'Aquila a margine del Forum sull'innovazione e sulle politiche europee. Biondi è entrato nell'aula magna del dipartimento di Scienze umane visibilmente scosso da una vicenda che potrebbe mettere in difficoltà decine di aziende. «Sono qui per parlare di tasse», ha detto rivolgendosi a Gozi. La questione, aperta da anni, vede gli enti locali abruzzesi schierati in difesa di 115 aziende, che dovrebbero restituire al Governo, per conto dell'Unione Europea, le tasse sospese nei primi mesi dopo il sisma: un beneficio all'epoca vitale per la sopravvivenza, ma comunque considerato un aiuto di Stato. La procedura di infrazione è stata formalmente aperta a Bruxelles nell'ottobre 2012 attraverso la nomina di un commissario che ha il compito di valutare la posizione delle singole aziende che hanno usufruito delle agevolazioni fiscali e richiedere, nel caso, la restituzione di parte delle tasse sospese.
«La Commissione europea», ha detto ricordato Biondi al sottosegretario, «impone la restituzione non solo per autonomi e aziende, con il rischio che per molte di queste bisognerà portare i libri contabili in tribunali, ma anche per le partecipate del Comune».
Tra gli esempi sottoposti all'attenzione del sottosegretario, la situazione della Asm (servizi collegati alla gestione dei rifiuti), che sarebbe costretta a restituire 2 milioni, l'Ama – l'azienda dei trasporti urbani – che dovrebbe restituire un milione 80mila euro, il Centro turistico del Gran sasso (532mila euro), l'Afm, l'azienda farmaceutica (469mila euro) e il Sed (266mila). «Una situazione che porterebbe alla paralisi dei servizi in città», ha sottolineato Biondi. Gozi, nel garantire un impegno a seguire la vicenda, non ha nascosto le difficoltà a livello giuridico-contabile nel districarsi nelle dinamiche relative agli aiuti di Stato e al regime di concorrenza. Lo stesso presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha puntato l'accento sulla gravità della questione. «Se non ci sono ricorsi e non si ottempera alla decisione dell'Unione Europea», ha detto visitando L'Aquila nei giorni scorsi, «si rischia di avere una sanzione da parte della Corte di Giustizia. L'Europa è stata comunque sempre vicina a questa terra. Dobbiamo tutti lavare per trovare una soluzione congiunta». (fab.i.)
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