E cambia la cessione del credito

26 Gennaio 2022

Novità introdotte dal decreto antifrode, cosa fare per mettersi al riparo da errori

PESCARA. Il decreto antifrode, dello scorso novembre, ha cambiato le regole sulle cessioni del credito per il Superbonus 110%. È necessario, infatti, ottenere un visto di conformità sulla congruità dei costi da parte di un professionista abilitato in tutti i casi in cui si chiede il beneficio, a meno che il contribuente non opti per incassare direttamente la detrazione e presenti una dichiarazione precompilata o tramite il suo sostituto d’imposta. Per gli altri bonus il visto di conformità è richiesto solo in caso di cessione del credito e se le somme superano i 10mila euro, limite quest’ultimo introdotto dalla Legge di bilancio 2022. Il decreto antifrode nasce dopo che l’Agenzia delle Entrate ha rilevato operazioni sospette di cessione per oltre un miliardo di euro e prevede una stretta sulla congruità dei costi. I riferimenti comunemente usati per i costi sono i prezziari della casa editrice Dei. Entro i 7 febbraio prossimo il decreto antifrode prevede l’emanazione di un nuovo prezziario nazionale. Una stretta alle cessioni è stata decisa dal nuovo decreto Sostegni: a partire dal prossimo 7 febbraio i crediti fiscali relativi ai bonus saranno cedibili una volta sola e i crediti già ceduti in precedenza potranno essere a loro volta ceduti per una volta sola. Le operazioni effettuate in violazione di queste nuove norme saranno considerate nulle. Se, come tutto lascia pensare, il costo dei prestiti e dei mutui dovesse aumentare (la cessione del credito non è null’altro che un mutuo dove la somma effettivamente erogata al contribuente viene ripagata con rate annuali dall’Erario) anche la convenienza sarà minore.