E con le feste il pronto soccorso scoppia

Altra giornata da incubo con attese di almeno cinque ore. Il primario Albani: «Mancano i medici, non è cattiva volontà»
PESCARA. Un’altra giornata da incubo, ieri, al pronto soccorso, con attese almeno di quattro-cinque ore per chi doveva essere visitato. In mattinata, in alcuni momenti, si sono registrati una quarantina di codici gialli e verdi in attesa, e altre 60 persone all'interno, nei vari ambulatori, sale raggi e tac. Considerato l’afflusso enorme, a un certo punto molti utenti sono stati dirottati nei reparti proprio per smaltire il carico sul pronto soccorso. Una situazione, che specie nelle giornate di festa come quelle di ieri e con il weekend di mezzo, in cui gli ambulatori dei medici di base restano chiusi, tende a riproporsi. «In realtà», sottolinea il primario Alberto Albani, «nella struttura c'è sempre un elevato afflusso, legato proprio al fatto che è aperta sempre, 24 ore su 24. La questione è che quando ci sono dei codici rossi, la precedenza viene data a loro. E quindi si vengono a creare delle attese. Il problema di fondo, come già detto altre volte», ribadisce il primario, «è che c'è una mancanza di medici. Noi ne abbiamo quattro per turno e ne dovrebbe essere almeno sei. A giorni dovrebbe essere indetto un concorso e speriamo di poter rimediare al più presto a questa situazione, che non dipende da nessuno. Non c'è cattiva volontà. Il punto è che i medici», rimarca Albani, «non ci sono perché non si trovano. E questo non solo a Pescara o in Abruzzo, ma in tutta Italia. Ci sono in generale pochi medici specialisti nelle urgenze. Non ci resta che confidare in questo concorso».
Nel frattempo, come successo ieri, il poco personale che c'è fra medici, infermieri e operatori socio sanitari, scoppia.
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