E contro il raddoppio c’è il ricorso al Ministero

MANOPPELLO. Finisce all’attenzione del Tar Lazio il progetto di Rfi per il raddoppio della ferrovia Roma-Pescara. Dopo il via libera arrivato dal ministero dell’Ambiente che ha espresso un giudizio...
MANOPPELLO. Finisce all’attenzione del Tar Lazio il progetto di Rfi per il raddoppio della ferrovia Roma-Pescara. Dopo il via libera arrivato dal ministero dell’Ambiente che ha espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale con decisione, pubblicata il 5 aprile scorso, il Comune di Manoppello ha scelto di impugnare i decreti dei lotti 1 e 2, nella tratta Interporto d’Abruzzo-Manoppello e Manoppello-Scafa. I ricorsi, a cura dell’avvocato Vincenzo Di Baldassarre, saranno due, uno per ciascun lotto.
«Notiamo», spiega il sindaco Giorgio De Luca che sta portando avanti la battaglia contro il progetto anche nel nome di Antonio Bianchi, presidente del comitato cittadino Comferr, venuto a mancare improvvisamente, «che nessuna delle obiezioni presentate dal Comune di Manoppello, soprattutto per quanto concerne la sostenibilità ambientale dell’opera e l’analisi costi-benefici, è stata replicata dal ministero che, da parte sua, ci pare abbia piattamente ripreso le repliche presentate da Rfi. Nel merito, proprio il Comune di Manoppello, in più occasioni», ricorda De Luca «nei mesi di marzo, maggio e agosto del 2022 aveva descritto tutte le incongruenze del progetto di fattibilità tecnica ed economica di Rfi, annotando i molteplici elementi che rendono l’opera dannosa».
Secondo l’ente, a sostenere il ricorso, ci sono l’assenza di prove sugli effetti ambientali in termini di spostamento di traffico passeggeri, da gomma a ferrovia, ma anche l’assenza di fondi per completare l’intera tratta.
«Il progetto di raddoppio della ferrovia Roma-Pescara prevede la realizzazione della nuova infrastruttura in affiancamento al binario esistente e, dunque, nel bel mezzo dell’abitato dello Scalo, con conseguenze gravissime in termini ambientali, sociali e di vivibilità del tessuto urbano all’interno dell’area più popolosa di Comune di Manoppello», analizza il primo cittadino. «La domanda che dobbiamo porci è come investire i 720 milioni di risorse pubbliche finanziate dal Pnrr portando benefici, senza vilipendere i territori».
Con il ricorso, l’amministrazione targata De Luca chiederà al Tar di valutare l’impatto sull’adeguamento della viabilità comunale; quello acustico e vibrazionale; l’inconciliabilità dell’opera rispetto al contesto urbanistico-edilizio del territorio; gli effetti sul sistema logistico interportuale. Tra le criticità riscontrate dall’ente comunale anche l’errata valutazione del Dnsh, ovvero del principio che specifica che gli interventi previsti dal Pnrr non arrechino nessun danno significativo all’ambiente; l’insostenibilità dell’opera; il mancato avvio della procedura di screening specifico e criticità ambientali; e la mancata predisposizione analisi costi-benefici.

