E davanti al giudice i due restano in silenzio

15 Giugno 2023

Gli interrogatori di ieri: il dirigente e l’imprenditore non parlano. Gli spacciatori: nessuna cessione

PESCARA. Tutto secondo copione nella giornata di interrogatori di ieri per lo scandalo al Comune di Pescara che ha portato all’arresto del dirigente ai lavori pubblici, Fabrizio Trisi, e dell’imprenditore Vincenzo De Leonibus, oltre a due pusher.
Né Trisi né De Leonibus hanno risposto alle domande del gip Fabrizio Cingolani (interrogatorio cui hanno presenziato anche i due pm Luca Sciarretta e Anna Benigni), mentre i due spacciatori hanno fornito la loro versione, escludendo il traffico di droga contestato: cocaina che avrebbero ceduto sistematicamente a dirigente e imprenditore. «De Leonibus», ha detto l’avvocato Augusto La Morgia, che assiste l’imprenditore con il collega Sergio Della Rocca, «si è avvalso della facoltà di non rispondere. Al momento non abbiamo i documenti del fascicolo che sono numerosi: li abbiamo chiesti. Dobbiamo prima esaminare la documentazione e poi fare una valutazione più compiuta».
Intanto i due legali ieri hanno acquisito le dimissioni dell’imprenditore dai vertici societari e procederanno alla sostituzione dell’amministratore proprio per gettare le basi per una sua scarcerazione. La Morgia: «Il mio assistito è in una condizione psicologica delicata. Avvieremo un’interlocuzione con l’ufficio del pubblico ministero per chiarire la sua posizione». Una istanza di scarcerazione, per i domiciliari, verrà presentata forse oggi stesso dai legali, così come dovrebbe fare l’avvocato Marco Spagnuolo, difensore del dirigente Trisi che, sentito nel carcere di Chieti, si è avvalso della facoltà di non rispondere, adducendo le stesso motivazioni.
Hanno invece voluto spiegare la loro posizione Vincenzo Ciarelli e Pino Mauro Marcaurelio. «Non c’è nessuna attività di cessione di sostanze stupefacenti nei confronti degli altri indagati», ha detto l’avvocato Roberto Serino dopo l’interrogatorio di garanzia del suo assistito Ciarelli, «abbiamo chiarito e risposto alle domande di giudice e dei magistrati. Abbiamo anche rappresentato ai pm che nelle carte non ci sono riscontri obiettivi che possano confermare le accuse: per noi sono solo supposizioni. Anche le intercettazioni non hanno nessun contenuto che possa far ritenere la cessione di droga, unica contestazione che ci riguarda». Lo stesso ha fatto l’avvocato Pierluigi Amoroso, difensore di Marcaurelio. Anche per i due spacciatori verrà presentata istanza di scarcerazione in favore dei domiciliari. Se le istanze non dovessero trovare riscontri da parte di procura e giudice, i legali sono pronti a far ricorso al Riesame per l’annullamento della misura. Anche i due dipendenti del Comune, Jairo Ricordi (difeso da Massimo Galasso) e Gianluca Centorame, nell’interrogatorio previsto per emettere la misura interdittiva non hanno risposto. (m.cir.)