E Di Maio fa visita all’Aquila

Oggi l’iniziativa M5S “Facciamo strada all’Abruzzo”. Marcozzi: guardiamo al futuro
L’AQUILA. L’appuntamento è per stamattina, al deposito della Protezione civile di L’Aquila. A due passi dall’aeroporto Giuliana Tamburro, per lanciare l’ultima iniziativa: «Facciamo strada all’Abruzzo». Con la benedizione del vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, che proprio oggi sbarcherà nel capoluogo abruzzese. Lasciandosi alle spalle i problemi romani e le relative polemiche che non hanno risparmiato neppure la sua persona, sul caso Raggi e lo scandalo Marra (vedi pezzo nella pagina a fianco). Poi la seconda tappa del tour aquilano, nella sala operativa della Protezione civile.
«Di Maio è al corrente dell’emergenza e delle difficoltà che negli ultimi mesi l’Abruzzo ha dovuto fronteggiare - spiega al Centro la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, Sara Marcozzi -. E proprio per questo ha voluto visitare il cuore della gestione delle situazioni di crisi regionali». Un’iniziativa che la Marcozzi sintetizza con una battuta: «Guardiamo al futuro». L’obiettivo è fare da stimolo alla prevenzione. «Come abbiamo fatto sostenendo il microcredito, per aiutare le imprese a camminare con le proprie gambe, il messaggio che vogliamo inviare ora è lo stesso - prosegue -. Invece di spendere soldi per riparare i danni, diamo una mano a prevenire quelli che in futuro potrebbero verificarsi».
Riferimento ai danni causati dalle ultime ondate di terremoto e maltempo che si sono abbattute sull’Abruzzo. E di fronte alle quali, il giudizio sulle misure varate dal governo nazionale resta negativo. «Sono assolutamente insufficienti», taglia corto la Marcozzi. «Abbiamo chiesto all’esecutivo nazionale e a quello regionale - continua - è il reperimento di fondi necessari per una progressiva messa in sicurezza del patrimonio immobiliare pubblico». Una richiesta che è al tempo stesso anche un appello: «Basta con la legislazione d’emergenza - insiste la capogruppo in Regione del M5S -. Ad ogni tragedia, puntualmente, ci si ricorda per qualche settimana che nevica e che ci sono i terremoti, ma poi non si fa niente di strutturale per evitare e prevenire i danni».
Qual è allora la ricetta? «Trovare e stanziare le risorse necessarie per la messa in sicurezza, innanzitutto, di tutto il patrimonio pubblico e poi incentivi per i privati». Ma servono cifre a nove zeri. «Se si trovano 20 miliardi a debito per salvare le banche, sebbene l’Europa ci imponga di rispettare il vincolo del tre per cento nel rapporto deficit-Pil - conclude la Marcozzi - allora si possono trovare una ventina di miliardi anche per mettere in sicurezza le case degli italiani e degli abruzzesi».
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