E dopo lo spavento le denunce dei genitori Inchiesta per lesioni

6 Giugno 2018

Madri e padri in Procura per le querele già da questa mattina Nas anche nel secondo centro cottura: sott’accusa il tacchino

PESCARA. Dopo l’individuazione del batterio che avrebbe provocato le infezioni gastrointestinali nei bambini, iniziano a profilarsi responsabilità di natura penale per i circa 180 bambini ricoverati un questi giorni negli ospedali di Pescara, Atri e Chieti per aver consumato i pasti nelle rispettive scuole pescaresi. In particolare, sempre a carico di ignoti, potrebbe essere ipotizzato il reato di lesioni colpose plurime così come si preparano a chiedere i genitori che sin da questa mattina andranno a presentare formale denuncia in Procura. Lo annuncia Claudio Cretarola, padre di due bambine di 7 e 10 anni entrambe ricoverate nei giorni scorsi in ospedale dopo aver consumato i pasti nella mensa della scuola elementare di Piano T dove si è concentrato il maggior numero dimalori. «Domani (oggi ndr) depositerò la mia querela in Procura, ma sto invitando anche gli altri genitori a farlo e siamo già una cinquantina. Denunce per le lesioni subite dalle mie figlie», rimarca il genitore, «perché ormai di lesioni si deve parlare e non di semplice somministrazione di alimenti nocivi. Quello che è ormai chiaro è che l’infezione è derivata proprio da questi alimenti. Non cerchiamo condanne esemplari», puntualizza Cretarola, «con questa azione chiediamo solo che chi ha sbagliato paghi, deve andare fuori». Un’azione che si annuncia massiccia, come anticipa lo stesso genitore che, rappresentante di classe della figlia più piccola, in questi giorni è diventato un punto di riferimento nella chat che su whatsapp ha tenuto in contatto i genitori delle classi del Piano T e delle altre due scuole dell’istituto comprensivo 5, «quello più colpito di tutti», sottolinea Cretarola mentre ringrazia «tutta la struttura ospedaliera di Pescara, dal pronto soccorso pediatrico a pediatria, fino al laboratorio analisi, e naturalmente il professor Lombardi, grandissimo nell’aiutarci a divulgare le informazioni anche a chi aveva i bambinia casa. Tutti eccezionali per professionalità e umanità, professionisti che si sono attivati fin da sabato, che era festa, e che con le file interminabili di bambini che avevano bisogno di un posto hanno dovuto fronteggiare anche la maleducazione di qualche genitore nonostante avesse il figlio ricoverato».
Ma detto questo, Cretarola è determinatissimo: «Abbiamo vinto la battaglia della salute dei bambini grazie al professor Lombardi, ma la guerra sta iniziando adesso, perché tra meno di cento giorni riapriranno le scuole e dovremo convincere i nostri colleghi genitori a lasciare i bambini a scuola e a farli pranzare nella più totale sicurezza. E per ottenere questa sicurezza avranno il nostro fiato sul collo. A prescindere dagli esiti delle indagini».
Indagini che vanno avanti a tutto tondo, con i carabinieri del Nas diretti dal maggiore Domenico Candelli che per conto della Procura (titolare del fascicolo la pm Anna Benigni), continuano a fare ispezioni e sequestri. Dopo il primo centro cottura “Giardino” in via Lago di Borgiano ispezionato sabato, ieri è stata ultimata l’ispezione nel secondo centro cottura, della “Carducci” di via Fonte Romana, in seguito ai malori manifestati, in questi ultimi giorni, anche dai bambini delle scuole servite da questo secondo Centro che, come l’altro, e dell’associazione temporanea di imprese a cui il Comune ha appaltato il servizio di refezione scolastica con gara europea.
In particolare, il personale del Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) della Asl, e i militari per la tutela della salute, hanno ultimato i sequestri di matrici alimentari e pasti test, per i successivi accertamenti dell'istituto zooprofilattico che ne dovranno evidenziare eventuali criticità. E tra i test degli alimenti sequestrati figura anche il tacchino che, come risulta da menù, è stato somministrato ai bambini venerdì scorso, giorno in cui, sono iniziati i primi ricoveri in ospedale. E per questo la carne di tacchino sembra essere il primo alimento indiziato: la carne avicola rappresenta infatti uno dei principali serbatoi delle diverse specie di Campylobacter, il batterio sott’accusa. Anche se le indagini puntano a scoprire chi e come l’ha messo in circolazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA