E Forza Italia va all’attacco: «È un pasticcio»

6 Aprile 2017

Il capogruppo Antonelli: quattro decisioni diverse in quattro giorni, danno economico da quantificare

PESCARA. «Come preannunciato in Commissione dalle Forze di opposizione, il collegio dei Revisori dei conti ha bocciato la proposta sbandierata dall’assessore Diodati, paventando il danno erariale e ricordando che la proroga, se necessaria, andava deliberata prima della scadenza della prima rata, prima del 31 marzo». Il capogruppo di Forza Italia in Comune, Marcello Antonelli commenta la vicenda della Tari e va all’attacco della giunta Alessandrini.

«La gestione del settore Tributi è finita di nuovo nel caos», sottolinea Antonelli, «a oggi la mano destra non sa quello che decide la sinistra, ma insieme si divertono a schiaffeggiare il cittadino. In quattro giorni l’assessore Diodati è riuscito a sfornare quattro notizie diverse: il 28 marzo ha detto che tutti i pescaresi, 60mila famiglie, avevano ricevuto i bollettini del pagamento Tari a casa, e non era vero; il 29 marzo ha detto che tutti dovevano provvedere a pagare la tassa e che non c'erano possibilità di proroghe anche se i bollettini non erano arrivati; il 30 marzo ha cambiato idea e di nuovo ha detto che i bollettini erano stati tutti recapitati e che comunque non era compito del Comune mandarli, quindi chi l'aveva ricevuto doveva pure ringraziare; infine il 31 marzo, a fronte delle code di cittadini sul piede di guerra dinanzi agli uffici della Tari per andare a prendersi il bollettino, ha annunciato che sarebbero stati concessi altri 15 giorni di proroga per mettersi in regola con il pagamento senza dover pagare alcuna sanzione, ufficializzando che intanto avrebbe portato la delibera di proroga in Consiglio entro venerdì 7 aprile. E invece è arrivata la quinta retromarcia: il Collegio dei Revisori dei Conti ha bocciato la proroga, che oggi non è più possibile senza palesare il rischio di danno erariale. Se il sindaco Alessandrini voleva prorogare la scadenza della prima rata, avrebbe dovuto portare la delibera in aula prima del 31 marzo».

«La verità», rimarca ancora Antonelli, «è che in Comune neanche gli uffici sanno dove mettere le mani e come porre riparo a un simile disastro avvenuto proprio nei giorni in cui il Pd era dilaniato dalla scelta del nuovo Presidente del Consiglio. Quindi mentre il sindaco portava a cena i suoi consiglieri di maggioranza per scegliere l’uomo da votare, negli uffici si consumava un danno economico che nei prossimi giorni andremo a quantizzare e la cui responsabilità ricade interamente su una maggioranza incapace».