E già due assemblee sono andate deserte

23 Gennaio 2022

Il 3 febbraio la prossima seduta. Sono 75 i consiglieri, per raggiungere il numero legale ne bastano 38

PESCARA. Tornerà a riunirsi giovedì 3 febbraio l'assemblea costituente della Nuova Pescara, l'organo composto dai tre consigli comunali di Pescara, Montesilvano e Spoltore. O almeno dovrebbe. Il condizionale è d'obbligo perché per due volte, nei mesi scorsi, l'assise convocata dal presidente Marcello Antonelli è stata sciolta per mancanza del numero legale, ovvero 38 consiglieri. Sia il 7 ottobre che il 2 dicembre scorsi, erano presenti meno di 30 consiglieri su 75, rendendo impossibile lo svolgimento dei lavori. Questa volta la convocazione è stata fatta per le 18, cercando di ovviare alla problematica che diversi consiglieri avrebbero: ossia il non poter prendere un permesso da lavoro, giustificato.
«Sicuramente il tema della mancanza di disciplina di assenze e permessi può influire», dice il presidente del consiglio comunale di Pescara, nonché dell’assemblea costituente, Antonelli, «ma è pur vero che può valere solo per i lavoratori dipendenti. Nelle precedenti assemblee ho visto mancare anche diversi lavoratori autonomi». L’assemblea dovrà approvare le relazioni semestrali che la legge impone. Vale a dire quella del secondo semestre del 2020 e di tutto il 2021. Documenti rimasti indietro proprio per le sedute disertate.
Oltre alla costituente, il cui compito principale è di approvare lo Statuto del nuovo Comune, ma anche di monitorare il processo di fusione, sono state formate la commissione Statuto e sei commissioni tematiche, composte da un numero di consiglieri pari ai gruppi esistenti nei tre consigli, che secondo la calendarizzazione stabilita dagli stessi membri, dovrebbero riunirsi ogni 15 giorni circa. Le commissioni erano state create esattamente un anno fa, a gennaio, con l'individuazione dei componenti, ma per la nomina di presidenti e vicepresidenti ci vollero ben tre mesi.
«L'assemblea costitutiva e le commissioni», chiarisce Antonelli «svolgono una funzione propositiva, di valutazione, ma il processo dovrebbe essere portato avanti dalle strutture tecniche delle tre amministrazioni che dovrebbero procedere alle attività su impulso di giunta e sindaci. Qualche iniziativa è stata assunta nel Comune di Pescara dove sono state convocate riunioni con i dirigenti competenti per lavorare alla fusione dei servizi». E lo spettro del commissario si fa sempre più concreto. (m.pa.)