E i bambini non si lamentano più
Tra medici e pazienti nel reparto di pediatria all’ospedale di Ascoli: «Solo dignità»
INVIATA AD ASCOLI PICENO. Il silenzio dei bambini, la loro compostezza, la loro dignità. È questo ciò che ha colpito di più le pediatre dell’ospedale Mazzoni di Ascoli, dove nove bambini di Pescara del Tronto, uno dei comuni maggiormente danneggiati, sono stati ricoverati la notte del terremoto. «Non si lamentano, né loro né i genitori, sono ancora tutti sotto shock, certo, ma al di là di questo, è anche una questione di carattere, è gente di montagna, riservata, umile, tutta d’un pezzo», osserva il primario del reparto di pediatria Nicoletta Guastaferro.
Accanto a lei c’è un’altra dottoressa, Monica Tulli. La notte del sisma era a casa, è stata chiamata d’urgenza, ha lasciato la famiglia e i figli al sicuro in campagna ed è corsa in ospedale. «Non dimenticherò mai l’odore di sangue misto a polvere che avevano addosso quei bambini arrivati da noi. Quando sono arrivati in ospedale erano soli. I genitori erano sotto le macerie oppure erano stati portati in altri ospedali». Ora quei nove piccoli, almeno fisicamente, stanno meglio. I graffi e i traumi da schiacciamento guariranno presto, spiegano le pediatre, «Nei terremoti i bambini o muoiono sul colpo, o sopravvivono e riportano qualche frattura che si sana rapidamente».
Solo un bambino è stato trasferito all’Aquila in un altro reparto, ma non è in condizioni gravi. Alcuni sono già usciti dall’ospedale. Le dottoresse cercano di dimettere i piccoli il prima possibile perché «i bambini hanno bisogno di tornare alla normalità». Ma per alcuni di loro, tornare alla normalità, non sarà facile. Distesa su un lettino in una delle stanze del reparto c’è Giorgia, la bambina di 4 anni tirata fuori dalle macerie dopo 17 ore da un vigile del fuoco di Teramo, Massimo Caico. Quando è stata estratta dalle macerie aveva la bocca piena di terra, era coperta di polvere. «Da quando è arrivata non parla - racconta la dottoressa Tulli - soltanto appena soccorsa chiedeva ripetutamente “acqua, acqua”». Nel sisma ha perso la vita la sorella Giulia. Ora Giorgia è accudita dalla nonna. «Arriva il suo compleanno - spiegano - abbiamo sentito la nonna dire alla piccola che deve essere felice, ora di compleanni ne ha due: uno è il giorno in cui è nata, l’altro è quello in cui è stata salvata, perché è nata un’altra volta».
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