E i carabinieri incastrano due spacciatori

I militari di Penne hanno seguito i tossicodipendenti locali arrivando a due rom di Fontanelle
PESCARA. Tenere d’occhio i tossicodipendenti per arrivare agli spacciatori che li riforniscono di droga. È la tecnica, ormai collaudata, dei carabinieri della compagnia di Penne che ancora una volta hanno scovato chi cedeva droga ai giovani dell’entroterra e hanno arrestato due persone. Sono Guerino Spinelli, 40 anni, accusato di spacciare anche mentre era sottoposto agli arresti domiciliari, e Enrico Spinelli, 32 anni, pescaresi, finiti in carcere su disposizione del giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio (il pubblico ministero che si è occupato del caso è Andrea Papalia).
L’operazione, portata a termine nei giorni scorsi tra San Donato e Fontanelle con l’esecuzione degli arresti, è degli uomini dell’Arma di Penne, coordinati dal maggiore Alessandro Albano, con il supporto dei colleghi di Pescara e del Nucleo cinofili di Chieti.
Il via alle indagini è arrivato dai controlli ai tossicodipendenti, uno in particolare. Ha subito una perquisizione a casa dal personale del Nucleo operativo e radiomobile che ha trovato alcuni grammi di hascisc e un coltello da cucina con residui di cocaina. Le indicazioni arrivate da questo e altri giovani che abitualmente raggiungono i quartieri popolari di Pescara per acquistare la droga hanno spinto gli uomini dell’Arma ad approfondire la posizione e l’attività di Guerino e Enrico Spinelli, già conosciuti dalle forze dell’ordine per i precedenti. E sono stati acquisiti elementi tali da arrivare all’emissione dell’ordine di arresto. L’attività di spaccio da attribuire ai due, per i carabinieri, si è sviluppata tra il 2015 e la fine del 2017 e gli episodi riconducibili alla coppia sono «numerosissimi». Gli investigatori ritengono che siano stati piazzati quantità «considerevoli» di droga nell’area vestina, se si sommano tutte le cessioni di cocaina, marijuana e hascisc.
Quest’attività dell’Arma conferma che l’uso di stupefacenti è diffuso nell’area vestina ma anche che lo spaccio avviene a Pescara e non a Penne o nelle immediate vicinanze. È anche confermato che molti spacciatoricontinuino a spacciare anche mentre si trovano agli arresti domiciliari, come contestato a Guerino Spinelli.
La perquisizione effettuata al momento degli arresti è una riprova del quadro accusatorio: il Enrico Spinelli nascondeva 50 grammi di cocaina e 48 di eroina, materiale per il confezionamento delle dosi e 1700 euro. (f.bu.)
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