E i medici restano senza i sieri

Pronte 2.200 dosi, ma burocrazia e ritardi fanno slittare le prestazioni a domicilio
PESCARA. Oltre cento medici di famiglia pronti a scendere in campo nella campagna vaccinale, ma ancora bloccati dagli intoppi burocratici.
L’accordo con la Regione dei giorni scorsi è stato formalizzato ufficialmente, ma intanto i professionisti della medicina generale che hanno dato l’adesione all’iniziativa, aspettano la distribuzione delle 2.200 dosi (1.100 per le prime somministrazioni, altrettante per i richiami) di vaccino Moderna già disponibili nei frigoriferi Asl.
«Siamo bloccati da questioni tecniche», spiega Massimo Calisi, vice segretario regionale di Intesa sindacale, «non abbiamo ancora ricevuto dal dipartimento di Igiene della Asl le mail di invito a ritirare i vaccini in orari e tempi diversificati», nel rispetto delle prescrizioni anti Covid, «ciascun medico di base riceverà una fiala di Moderna settimanale per 10 dosi da somministrare, inizialmente a domicilio, alle fasce over 80, con patologie a rischio, disabili, non deambulanti e allettati». Infine «dobbiamo acquisire le competenze per usare i sistemi informatici sui quali registreremo i dati dell’utenza e li aiuteremo a compilare la documentazione necessaria» precisa Calisi.
L’avvio delle vaccinazioni a domicilio era previsto per domani, ma a causa dei ritardi di cui sopra, slitterà ancora di qualche giorno. «Dobbiamo sempre battagliare», commenta Silvio Basile, referente del Sindacato medici italiani, «abbiamo ottenuto le credenziali per entrare nei sistemi informatici, ora aspettiamo i vaccini». Al momento della vaccinazione, anche i pazienti a casa, dovranno munirsi della scheda sullo stato di salute, l’autocertificazione, il modulo di consenso e trattamento dati, da consegnare al medico curante, scaricabili anche dal sito del Comune di Pescara www.comune.pescara.it. (c.co.)

