E i pescaresi riscoprono il mercato

23 Ottobre 2023

Gli ambulanti: «Qui il risparmio su frutta e verdura è maggiore e la qualità è alta»

PESCARA. Si torna al mercato sotto casa per combattere l’inflazione e il caro prezzi che nell’ultimo anno hanno compresso il consumo medio di frutta e verdura. Non solo anziani e famiglie al di sopra degli “anta” fanno la fila tra i banchi dei produttori agricoli in via Pepe, nel mercato più grande di Pescara che il lunedì mattina anima il popoloso quartiere dello stadio, ma spuntano anche tanti giovani alla ricerca della qualità dei prodotti a un costo contenuto.
«Gli affari però non sono più quelli di una volta», lamentano in coro gli storici titolari degli stand. «I tempi sono cambiati e i clienti comprano meno: qualcuno addirittura si limita a guardare, poi forse ripassa se trova la convenienza», si lamenta Alberto, un produttore agricolo, «i margini di guadagno sono bassi: ho mantenuto i prezzi invariati dall’anno scorso, nonostante le spese che aumentano, ma purtroppo il prezzo al consumatore dipende dalla quantità del prodotto. Un esempio? Le patate sono raddoppiate: quest’anno in media costano 1,60 euro. La gente si lamenta ma anche noi dobbiamo far fronte al gasolio che è addirittura quadruplicato dall’avvento dell’euro, passando da 37-38 centesimi al litro a 1,49 euro dello scorso anno». «I prezzi di noi produttori», gli fa eco Luigi Sbaraglia, «sono più bassi rispetto al supermercato. La gente viene per questo, ma noi facciamo fatica tra aumento di concimi, gasolio e materie prime. Tra i prodotti stagionali più alti ci sono le patate, ma anche l’uva, viste le coltivazioni di viti distrutte in tutto il centro sud. Le spese sono tante ma non possiamo far pagare gli aumenti alle famiglie, anche perché il rischio è che vadano al discount».
Pantalone Di Clerico di Miglianico indica i prodotti dell’ortofrutta disposti sul suo banchetto e dice orgoglioso: «Sono un vero contadino, tutto quello che vendo viene dalle mie terre: i prezzi sono rimasti bassi e le persone vengono a comprare». «Il flusso di clienti è rimasto stabile», analizza Siriano La Monaca, «il mercato è molto frequentato, d’altronde la gente deve pur mangiare».
Tra i commercianti c’è chi si lamenta per i guadagni risicati. «Siamo proprio allo stremo», ribatte Jonathan Cavallucci, un commerciante che si divide tra i mercati di Pescara, Montesilvano e Chieti Scalo, «non so quanto si possa andare avanti. La gente cerca il risparmio il più possibile, ma con i nostri margini è impossibile: non riusciamo più a dare al cliente omaggi e piccole attenzioni che facevano la differenza». Altri, invece, come Gaspare Zulli del “Tempio del gusto” raccontano di sopravvivere discretamente: «I clienti sono più attenti alle offerte, ma noi ci difendiamo puntando sulla qualità: il baccalà in offerta a 11,90 euro non si trova da nessun’altra parte. Abbiamo mantenuto una bella fascia di clientela. I soldi a fine mese non bastano più: se prima si spendeva 20 euro per la spesa, adesso 10-15. Noi guadagniamo di meno, ma va bene così: conteniamo i rincari per far sopravvivere il popolo».