E i prof trasferiti tornano in piazza

I docenti di sostegno manifestano domani davanti al provveditorato regionale
PESCARA. Cresce l'esercito dei "nastrini rossi" per protestare contro la legge sulla buona scuola. Non si rassegnano alla "deportazione" nelle città del nord Italia e tornano di nuovo in piazza per protestare contro «l’algoritmo pasticcione». Domani, alle 10.30, una ventina di insegnanti, soprattutto di sostegno, tornerà di nuovo a protestare davanti alla sede dell'ufficio scolastico regionale in via Passolanciano, a tre settimane dall'ultima contestazione e dopo essere stati rassicurati sul rientro entro settembre della gran parte dei professori esodati sulla base di almeno 260 posti liberi nel Pescarese riservati al sostegno. Sono docenti provenienti da Manthoné, De Cecco, Acerbo, Di Marzio, Michetti e Spaventa di Città Sant'Angelo. «Non è possibile che la nostra vita venga deciso da un algoritmo di cui nessuno sa nulla», commenta Francesca Carusi, 38 anni, di Montesilvano, prof di storia dell'arte, con specializzazione in sostegno, ex liceo Spaventa, spedita di ruolo al liceo classico e linguistico Mamiani di Pesaro, «andremo in delegazione all'ufficio scolastico di via Passolanciano per chiedere di velocizzare le assegnazioni provvisorie per far ritorno in Abruzzo, dove i posti liberi ci sono. E, su questo punto, chiederemo trasparenza: quanti posti liberi ci sono effettivamente e dove sono, c'è molta confusione tra le notizie che circolano. Sul sito www.istruzionepescara.it sono già state pubblicate le graduatorie per le assegnazioni sulla scuola dell'infanzia, siamo in attesa dei restanti ordini e gradi. Nel caso avanzassero dei posti, richiederemo che vengano assegnati a docenti di sostegno che non hanno ancora la specializzazione». Nel frattempo, prosegue la docente, mamma di una bimba di tre anni che, dopo la partenza nelle Marche ha lasciato alle cure del marito, Alessandro Di Zio, insegnante di italiano al Mecenate, «stiamo pensando a un flash mob per sabato pomeriggio e stiamo contattando i comitati dei "nastrini rossi" del Sud Italia per crearne uno in Abruzzo allo scopo di difendere le "vittime" della buona scuola, soprattutto i docenti assunti a novembre nelle fasi B e C, inclusi nella mobilità, che a nostro avviso hanno subito disparità di trattamento rispetto a quelli assunti in anticipo a settembre, subito dopo l'avvio della 107. Ora la nostra speranza è legata alla velocità dell'assegnazione provvisoria nelle sedi di Pescara e provincia e il ritorno in famiglia».
Cinzia Cordesco

