E i residenti sollecitano la messa in sicurezza

Il vento di questi mesi ha divelto le recinzioni che proteggevano la struttura, ridotta in macerie
MONTESILVANO. Mettere in sicurezza il Tortuga e rendere disponibile per i bagnanti la spiaggia dello stabilimento andato in fumo per la prossima stagione balneare. Sono queste le richieste che arrivano dai residenti e dai villeggianti del rione al confine tra Pescara e Montesilvano dove, poco meno di un anno fa, lo storico stabilimento balneare e centro della movida notturna estiva è stato avvolto dalle fiamme, rimanendo completamente distrutto.
Da allora, con lo stabilimento posto sotto sequestro, e solo di recente dissequestrato, la struttura è rimasta abbandonata sulla spiaggia montesilvanese dove, nel corso dell’estate 2021, il litorale è rimasto senza ombrelloni, senza pulizia e senza servizio di salvataggio in mare. Questo ha causato non pochi disagi agli abitanti del quartiere e alle tante famiglie che possiedono la casa per le vacanze nei grandi condomini di via Livenza, via Crati, via Bradano e le strade limitrofe, rimasti improvvisamente senza il proprio posto in spiaggia. Un bacino di clienti che hanno cercato “ospitalità” negli stabilimenti limitrofi dove lo spazio a disposizione, però, non è riuscito a soddisfare tutte le richieste. Per questo adesso, a pochi mesi dall’estate, i villeggianti iniziano a esprimere la propria preoccupazione, sollecitando misure finalizzate alla possibilità di poter tornare a usufruire della spiaggia nei prossimi mesi.
Ma adesso, a questo problema, se ne aggiunge anche un secondo. Le forti raffiche di vento, che nel corso dell’inverno si sono abbattute sulla spiaggia montesilvanese, hanno completamente divelto la recinzione che era stata installata all’indomani del rogo per evitare intrusioni nella struttura pericolante e sotto sequestro.
Attualmente, dunque, chiunque potrebbe avventurarsi all’interno della struttura, tra le macerie del Tortuga dove il tetto è pericolante, così come lo sono i residui dei mobili e degli elettrodomestici andati in fumo.
Le famiglie del quartiere chiedono quindi che lo stabilimento venga messo al più presto in sicurezza per evitare soprattutto ai bambini e agli adolescenti di correre dei pericoli ,e per scongiurare anche il rischio di vedere la parte di struttura rimasta ancora in piedi diventare alloggio per senzatetto e sbandati.
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