E i ricoveri scendono sotto la soglia critica

Oggi Cabina di regia: dati da giallo ma restiamo in arancione
PESCARA. La situazione in Abruzzo continua a migliorare. Tutti gli indicatori fotografano un trend favorevole, nonostante permangano aree ben circoscritte in cui è il quadro più delicato.
La Cabina di regia nazionale, che si riunisce nel pomeriggio per il monitoraggio settimanale - di cui il Centro anticipa i principali contenuti - non potrà che certificare tali segnali positivi. L'Abruzzo ha indicatori da zona gialla, se non fosse che la zona gialla è stata temporaneamente abolita dal Governo. Anche i dati del giorno confermano il miglioramento, a partire dai ricoveri. Scende anche il numero dei decessi. E i guariti superano i nuovi casi.
NUOVI CASI. I contagi recenti sono 215. Sono emersi dall'analisi di 4.361 tamponi molecolari: è risultato positivo il 4,93% dei campioni. Dei nuovi positivi, il più giovane è una bambina di dieci mesi dell'Aquilano e il più anziano una donna di 94 anni del teramano. Quelli con meno di 19 anni sono 30: 14 in provincia dell'Aquila, uno in provincia di Pescara, 12 in provincia di Teramo e tre in provincia di Chieti. Le località con più nuovi casi sono L'Aquila (16), Giulianova (15) e Avezzano (14).
LA SITUAZIONE. A livello territoriale, l'incremento più consistente si registra nell'Aquilano (93), seguito dal Teramano (63), dal Chietino (40) e dal Pescarese (17). L'incidenza settimanale dei casi per centomila abitanti in Abruzzo continua a scendere e arriva a quota 122, a fronte di una soglia di allarme pari a 250. Pescara, con 66, resta, per il terzo giorno consecutivo, la provincia italiana con il valore più basso. Migliora anche il Chietino, che scende sotto quota cento. Stabile il Teramano, fermo a 121, valore comunque ben lontano dai livelli di guardia. Rimane più delicata la situazione dell'Aquilano, la cui incidenza al momento è pari a 214.
RICOVERI. Gli attualmente positivi sono 10.232 (-34). I guariti delle ultime ore sono 243. Segnali positivi continuano ad arrivare sul fronte ricoveri, vero termometro dell'emergenza sul territorio. Le persone ospedalizzate scendono dalle 615 di mercoledì alle 593 di ieri. In particolare, 537 pazienti (-20) sono in terapia non intensiva e 56 (-2, al netto di decessi, dimissioni e due nuovi accessi) sono in terapia intensiva. Gli altri 9.639 attualmente positivi (-12) sono in isolamento domiciliare. I cinque decessi segnalati nel bollettino, uno dei quali avvenuto nei giorni scorsi e comunicato solo ieri dalla Asl competente, riguardano persone di età compresa tra 70 e 92 anni: due in provincia di Chieti, due in provincia di Pescara e una in provincia dell'Aquila. Le quattro vittime più recenti sono un 70enne di Penne, un 73enne di Tagliacozzo, un 78enne di Guardiagrele e un 92enne di Lanciano.
CABINA DI REGIA. In giornata è prevista la nuova riunione dell'Unità di crisi regionale, per analizzare, area per area, gli ultimi dati. La mappa dei comuni inseriti in zona rossa - al momento sono 41 - è destinata ad essere ridefinita. Nel pomeriggio è prevista anche la Cabina di regia nazionale.
Il monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute certificherà il miglioramento dell'Abruzzo. Secondo le anticipazioni, se la regione registra un debolissimo aumento dell'indice Rt - il dato, spinto dall'Aquilano, passa da 0.89 a 0.92, comunque inferiore ai livelli di guardia - tutti gli altri parametri migliorano.
Diminuiscono i focolai attivi (da 939 a 811) e i nuovi focolai (da 346 a 259) e il tasso di occupazione dei posti letto torna al di sotto delle soglie di allarme sia per le terapie intensive (dal 33 al 27%) sia per l'area medica (dal 40 al 37%).
ZONA GIALLA. L'Abruzzo, insomma, ha tutte le carte in regola per essere in zona gialla. La Cabina di regia, però, non potrà che confermare la permanenza in area arancione, dato che il Governo ha cancellato il giallo per il mese di aprile. In tal senso, il governatore dell'Abruzzo, Marco Marsilio, che in più occasioni ha criticato la scelta dell'Esecutivo, sottolinea la necessità di «ripartire e mettere in moto l'economia, che rappresenta la seconda grave crisi dopo quella sanitaria. Una crisi economica», dice il presidente, «che dobbiamo assolutamente affrontare prima che degeneri e possa davvero trasformarsi in una nuova tragedia».

