E il 12 dicembre tocca alla rete ospedaliera

Dopo la bagarre in Commissione Sanità riscritto il cronoprogramma delle riunioni: 5 prima del voto
L’AQUILA. Il piano di riordino dei 16 ospedali abruzzesi imbocca l’ultimo chilometro. Il 12 dicembre infatti sarà votata in Consiglio regionale la legge che, esattamente 24 ore dopo, finirà al vaglio del tavolo di monitoraggio interministeriale per il via libera definitivo. Ma prima delle due date clou, la Commissione Sanità si riunirà cinque volte: venerdì e lunedì prossimi per gli emendamenti e i sub emendamenti al piano; e ancora martedì 28 ottobre, il 5 e infine il 7 dicembre.
Così ha deciso ieri pomeriggio l’Ufficio di presidenza ponendo fine allo scontro politico che si è consumato due giorni fa in Commissione ed è continuato ieri mattina con un aspro botta e risposta.
«Il tempo perso dal centrodestra, anche a causa delle continue bocciature che la Rete ha subito ai tavoli ministeriali, non può essere certo colmato tranciando di netto l’ascolto dei territori, dei portatori di interesse e delle opposizioni, visto che in sede di giunta non è stata ascoltata nessuna di queste categorie», hanno infatti affermato in conferenza stampa i consiglieri regionali di opposizione guidati dai capigruppo del Pd e dei Cinque Stelle, Silvio Paolucci e Francesco Taglieri. «In Commissione Sanità è andato in scena l’ennesimo squalificante teatrino da parte del centrodestra: l’assessore era assente, nonostante l’importanza dell’argomento di sua competenza, e il presidente di Commissione D’Addazio ha applicato più di una forzatura al regolamento per eliminare ogni prerogativa di intervento delle opposizioni», ha affermato la minoranza, «tutta questa fretta, a quattro mesi dalla fine del mandato, sembra scaturita da un diktat del presidente Marsilio. Qualcuno potrebbe vederlo come un commissariamento dell’assessorato alla sanità generato più da esigenze elettorali che operative. Il fine potrebbe essere duplice», ha sostenuto l’opposizione, «provare ad accedere ai fondi dedicati all’edilizia sanitaria per continuare a propagandare la costruzione dei nuovi ospedali; e sancire la morte definitiva della Lega, anello debole della coalizione di centrodestra in Regione, che vede l’ultimo baluardo in giunta proprio nell’assessore alla Sanità Nicoletta Verì. E proprio in Commissione Sanità», hanno concluso, «è venuta fuori tutta la debolezza del Carroccio».
Accuse che però l’intera maggioranza ha rimandato al mittente: «La farneticazione che continua a contraddistinguere le forze di opposizione in Consiglio non ha davvero più confini. Probabilmente gli esponenti del centrosinistra già annusano odore di sconfitta il prossimo 10 marzo e, nelle aule istituzionali, tentano il tutto per tutto pur di screditare il serio lavoro che il centrodestra continua a compiere. Nella sostanza, invece, noi proseguiamo il nostro lavoro, portando avanti l’approvazione di una rete sanitaria ben strutturata ed omogenea su tutto il territorio regionale, comprese le aree più interne», hanno dichiarano in una nota congiunta i capigruppo di maggioranza, Mauro Febbo (FI), Massimo Verrecchia (FdI) e Vincenzo D’Incecco (Lega). (l.c.)

