E il Carroccio sblocca subito il Consiglio

21 Ottobre 2020

Strappo ricucito: passa tutto (o quasi) grazie ai voti dei leghisti. Ma Pd e M5S lottano fino alla fine

L’AQUILA. Nel consiglio che ha sancito la ritrovata armonia della maggioranza - il primo, peraltro, tenuto da remoto dall'inizio della pandemia: un effetto del nuovo Dpcm firmato dal governo - passa all’unanimità il provvedimento amministrativo che autorizza l'Arap all'alienazione dell’autoporto di San Salvo, atto che dovrebbe spalancare le porte all’insediamento (ancora non confermato ufficialmente) del nuovo polo logistico del colosso Amazon. E’ stata rimandata, invece, la discussione sulla contestata variazione di bilancio collegata alla convenzione stipulata dalla Regione con il Napoli Calcio, in virtù della quale i partenopei, di qui fino al 2025, terranno i ritiri estivi pre-campionato a Castel Di Sangro. L’AUTOPORTO. Con il provvedimento votato ieri dall’aula, la Regione ha di fatto autorizzato l’Arap (l’Agenzia per le attività produttive) a cedere a terzi l’autoporto di San Salvo, una delle più costose e famose incompiute abruzzesi. Il nome di Amazon, finora, è venuto fuori solo da indiscrezioni apparse sulla stampa ma quelli che portano al nome del colosso fondato da Jeff Bezos sono più che semplici indizi. L’Arap, nelle settimane scorse, ha ricevuto una proposta di acquisto del sito dalla Engineering 2k, general contractor del settore della logistica che, qualche anno fa, si è occupata della costruzione del centro Amazon di Passo Corese (in provincia di Rieti), uno dei più grandi tra quelli posseduti dal gigante americano in Italia. Che non è niente, comunque, a confronto di quello che potrebbe nascere a San Salvo.
La proposta parla di un investimento di quasi 250 milioni di euro, per un insediamento che sarà grande 256mila metri quadri e che, a regime, potrebbe arrivare a occupare oltre 3mila addetti. «Il provvedimento approvato oggi è uno dei più importanti che l’Abruzzo ha votato da molti anni in qua», ha detto Marsilio. «Abbiamo messo le basi affinché, da un carrozzone abbandonato, decotto e pieno di debiti, possano nascere nuovi insediamenti che garantiranno migliaia di nuovi posti di lavoro e un conseguente impulso dell'economia del territorio». Il provvedimento è passato, come detto, anche con il voto delle opposizioni di Pd ed M5S che però hanno criticato la maggioranza per aver voluto portare l’atto dell'alienazione in consiglio regionale: «Un passaggio inutile che ha fatto solo perdere tempo».
IL NAPOLI. Ma non è stata discussa nemmeno questa volta la variazione di bilancio per la convenzione d’oro sui ritiri estivi del Napoli. La minoranza è scesa in trincea portando in consiglio gli oltre mille emendamenti presentati in commissione (vedi l’articolo qui sopra). Alla fine, anche grazie alla mediazione di Sospiri, si è deciso riesaminare di nuovo l’intera convenzione. Una vittoria solo apparente delle opposizioni, perché la svolta c’è stata quando il leghista D’Incecco si è detto favorevole al rinvio purché venissero ritirati gli emendamenti (cosa che poi è avvenuta).
Alla fine è sempre la Lega a comandare il gioco. Marsilio è avvisato. (ro.ciu.)