E il caso dei ricercatori finisce dal ministro

12 Novembre 2022

I progetti per migliorare la sanità esclusi per colpa della Regione, ma D’Alfonso interroga Schillaci

PESCARA. «Una mezza verità sullo stato di salute della sanità abruzzese arriva dalla Giunta regionale solo a pochi giorni dal tavolo di monitoraggio ministeriale, quello in cui il centrodestra chiederà al Governo di coprire il profondo rosso registrato a seguito dei quattro anni di mancata gestione del comparto. I dati ufficializzati sono ancora parziali. L’esecutivo ha finalmente ammesso di trovarsi di fronte al baratro, ma gli attribuiscono ragioni che servono solo a giustificare la propria inerzia che ne è stata la causa», così il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, ex assessore alla Sanità, ribatte a Nicolettà Verì.
«Secondo la nostra stima», prosegue il dem, «al 31 dicembre ci ritroveremo su un importo fra i 250 e i 300 milioni, come avevamo annunciato già da mesi. Le ricostruzioni fatte dalla Giunta sono parziali anche su altro: c’è il Fondo sanitario che è cresciuto molto negli ultimi anni, passando dai circa 110 miliardi del primo anno di Governo Marsilio, ai 124 miliardi previsti per il 2022. Un aumento di 14 miliardi! Nella legislatura di centrosinistra era solo di 5 miliardi, tre volte meno. Questo esecutivo dice solo quello che gli conviene», incalza Paolucci, «e non dice che sono arrivati a un tale disavanzo nonostante le notevoli risorse in più ricevute; così come nasconde i dati relativi alle prestazioni, a cui però siamo arrivati lo stesso facendo un semplice accesso agli atti. Ed è saltato fuori che le prestazioni ospedaliere sono crollate anche del 40-50% in alcuni presidi e questo significa che si è speso molto meno per i nostri cittadini. Infatti i pazienti abruzzesi stanno fuggendo in massa a curarsi fuori regione, come confermano le cifre sempre in crescita della cosiddetta mobilità passiva, valori e conseguenti costi che non possono essere colpa della pandemia, perché il Covid c’è stato anche altrove».
Secondo il capogruppo del Pd: «L’assenza di qualunque atto programmatorio da parte di chi governa oggi ha portato a una sanità che eroga meno e che costa molto di più. E le tante storie di calvari durati anche giorni ai pronto soccorso, le liste d’attesa interminabili, i tagli denunciati dagli stessi medici, ne sono la conseguenza. Ora più che mai è indispensabile fare trasparenza sui dati, perché chi erediterà la situazione generata dal Governo Marsilio dovrà affrontare un deficit certo e strutturale molto significativo. Nemmeno un miracolo potrà cambiare questo stato di cose nel tempo che cui separa dalla fine della consiliatura. Chi verrà dopo», conclude, «dovrà fare tagli, riportando la sanità abruzzese ai tempi del commissariamento che il centrosinistra aveva risolto». (c.s.)