E il comitato cittadino accoglie con i fischi i nuovi mezzi

29 Dicembre 2021

PESCARA. Hanno salutato il passaggio del bus elettrico con una serie di fischi, segno che il Comitato strada parco bene comune non arretra di un passo e continua a contrastare il progetto della...

PESCARA. Hanno salutato il passaggio del bus elettrico con una serie di fischi, segno che il Comitato strada parco bene comune non arretra di un passo e continua a contrastare il progetto della filovia perché i motivi di dissenso erano e restano molti. I rappresentanti del comitato, guidato da Ivano Angiolelli, ieri erano sulla strada parco e, dopo il viaggio prova di Comuni e Tua, hanno fatto notare che la filovia «non avrà nulla in comune con i bus elettrici» presentati ieri, «non fosse altro per le dimensioni del filobus Van Hool Exqui.City18T che è stato scelto, di gran lunga più ingombrante di questi mezzi» che, peraltro, «non riducono i tempi di percorrenza». L’infrastruttura non sarà mai in grado di accogliere i filobus, neppure al termine delle lavorazioni indicate dal direttore dei lavori della filovia, Bellafronte Taraborrelli, per 14,7 milioni di euro». Quanto ai lavori di cui ha parlato ieri il sindaco Masci «la strada parco, specie nel tratto di Montesilvano, è interessata da centinaia di barriere architettoniche insuperabili e gli interventi che stanno per cominciare non serviranno ad abbatterle tutte».
Ieri il direttore generale di Tua Maxmilian Di Pasquale ha sottolineato che il futuro, anche per Pescara, è rappresentato dalla tecnologia Imc (In motion charging) che consente ai mezzi di viaggiare in marcia autonoma, usufruendo di stazioni di ricariche intermedie (che quindi andrebbero realizzate in città), e il Comitato ha subito fatto notare che «questa tecnologia innovativa consente al Van Hool un’autonomia di marcia (4 Km scarsi), insufficiente a coprire il percorso di 4,8 km che separa via Silvio Pellico dal Tribunale». Il comitato ritiene che «di questo passo, Pescara non avrà alcun impianto Brt in esercizio a luglio 2022, men che meno i bus Rampini, il cui impiego sulla strada parco non potrà prescindere dalla risoluzione del contratto con l’appaltatore inadempiente». Dopo la prova di ieri mattina il Movimento 5 Stelle è tornato a chiedere una profonda rivisitazione del progetto. «Più prove fanno, e più dimostrano di essere su un binario morto. I deludenti risultati ottenuti dimostrano ancora una volta tutte le criticità di un progetto vecchio, superato ma soprattutto dannoso», dicono i consiglieri comunali Massimo Di Renzo, Erika Alessandrini e Paolo Sola. «I 18 minuti ottenuti senza effettuare fermate certificano che i numeri dichiarati nel progetto iniziale sono pura utopia, considerando anche che questo deludente risultato è stato ottenuto con un mezzo molto più piccolo e meno impattante del filobus Van Hool Exqui.City18T prescelto. Vedere quel mezzo che percorre la strada parco tra gli sguardi attoniti di pedoni, ciclisti e disabili è un controsenso, a dimostrazione di come la natura pedonale e ciclabile della strada parco non si possa cancellare con un colpo di spugna». (f.bu.)