E il Comune allestisce 50 posti letto

L’assessore Sulpizio: «Dal 10 marzo pronti per accogliere flussi di arrivi più alti»
PESCARA. «Dal 10 marzo avremo la disponibilità di 50 posti letto all'hotel Holiday». Lo ha annunciato l'assessore alle Politiche sociali e della Famiglia, Adelchi Sulpizio, che con l’amministrazione comunale sta preparando il piano d’intervento per l’accoglienza di flussi più importanti dei profughi ucraini che in questi giorni stanno lentamente arrivando nella «città dell’accoglienza», come l’ha definita il sindaco Carlo Masci. Ieri otto persone, tra cui alcuni bambini, erano ospiti della struttura alberghiera di Porta Nuova e «la previsione è che altre 15 persone arriveranno in serata», ha anticipato Sulpizio nel primo pomeriggio di ieri.
«Attualmente», spiega l'assessore, «sono 15 i posti letto disponibili in albergo», già pieno per le normali prenotazioni, «ma ci stiamo preparando a flussi più alti di arrivi. Per questa ragione tra meno di una settimana avremo a disposizione 50 posti letto nella stessa struttura ricettiva, dove sono ospitati i profughi arrivati fino a questo momento, prevalentemente donne e bambini. La nostra preoccupazione», va avanti Sulpizio, «è che possano arrivare in tanti e tutti insieme, per questo è necessario pianificare l’accoglienza in netto anticipo, dobbiamo essere pronti a ogni evenienza», ribadisce l’assessore che sta operando di concerto con il Coc (Centro operativo comunale) di cui si occupa l’assessore alla Protezione civile Eugenio Seccia. Il Comune sta approntando l’operazione «con fondi propri, per ora abbiamo a disposizione qualche migliaio di euro».
Se dovessero arrivare minori orfani, «dovremo pensare a situazioni di emergenza come l’ospitalità nelle case famiglia. Abbiamo chiesto aiuto alla Caritas e all’associazione On the Road, oltre al sostegno della Asl per visite, tamponi e vaccini anti Covid. Per ora non ci sono positivi tra coloro che hanno effettuato il test».
Al momento la situazione degli arrivi è «sotto controllo», afferma Sulpizio, «alcuni profughi sono a Pescara solo di passaggio perché hanno trovato ospitalità dai parenti anche fuori città». (c.co.)

