E il consiglio approva le delibere con l’aiuto del centrosinistra

20 Ottobre 2020

PESCARA. Ieri, le modifiche al Documento unico di programmazione sono passate con l’aiuto dell’opposizione. Se il centrosinistra non fosse rimasto in consiglio comunale, la maggioranza non avrebbe...

PESCARA. Ieri, le modifiche al Documento unico di programmazione sono passate con l’aiuto dell’opposizione. Se il centrosinistra non fosse rimasto in consiglio comunale, la maggioranza non avrebbe avuto i numeri sufficienti per votare il provvedimento. Serviva la presenza di almeno 17 consiglieri, ma il centrodestra ne aveva di meno. Da qui il soccorso dell’opposizione, che ha garantito il numero legale grazie all’accordo raggiunto alla vigilia della seduta per far approvare alcuni emendamenti presentati dal Pd.
Perché tutte queste assenze? Difficile saperlo. Il presidente della commissione Finanze, il leghista Salvatore Di Pino, ad esempio, ha deciso di uscire dall’aula durante il voto per esprimere la propria contrarietà nei confronti dell’accordo raggiunto tra maggioranza e opposizione sul Documento unico di programmazione. Accordo che ha consentito di far passare alcune modifiche del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle al provvedimento, dove in realtà dovrebbero figurare solo i progetti indicati nel programma di mandato della coalizione. Le assenze hanno pesato anche sui provvedimenti successivi. Alla maggioranza mancavano i numero anche per l’approvazione di una variazione di bilancio, poi rinviata a data da destinarsi su richiesta dei consiglieri del Movimento 5 Stelle.
Invece è passato, grazie anche al voto dell’opposizione, il debito fuori bilancio di 1,2 milioni di euro. Ossia la somma che il Comune dovrà versare all’imprenditore e noto collezionista di opere Venceslao Di Persio per una vecchia controversia legale riguardante alcuni espropri di terreni. (a.ben.)
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