E il dirigente è finito sotto accusa

28 Gennaio 2017

Procedura disciplinare, subito archiviata, per Silverii che disse no a Pescaraporto

PESCARA. Gaetano Silverii, il dirigente comunale che non voluto rilasciare i permessi per costruire alla società Pescaraporto, è finito sotto procedimento disciplinare. Ma le accuse nei suoi confronti sono state subito archiviate.

Il procedimento, in realtà, non è stato avviato per la vicenda delle case sulla riviera sud che la società vorrebbe realizzare cambiando la destinazione d’uso dell’area accanto all’ex Cofa. Il dirigente allo Sportello unico per le attività produttive è stato accusato dal vice direttore generale, nonché capo di gabinetto del sindaco e dirigente ai tributi Guido Dezio di aver usato parole sconvenienti nei suoi confronti durante una conversazione telefonica concitata. Il fatto è accaduto nel dicembre scorso, ma solo ora che si è concluso è trapelata la notizia. Notizia circolata ieri durante la seduta del consiglio comunale. Secondo quanto riferito da alcuni consiglieri, Dezio avrebbe convocato prima di Natale una riunione importante con tutti i dirigenti. Silverii, però, avrebbe telefonato per avvertire che non poteva essere presente in quanto malato con la febbre a 38 gradi. Dezio si sarebbe accorto il giorno successivo di una foto su un profilo di Facebook che avrebbe ritratto il dirigente a sciare in montagna. Il vice direttore generale sarebbe andato su tutte le furie e, durante una telefonata con Silverii, sarebbero volate parole pesanti. Al punto tale che Dezio ha subito richiesto un procedimento disciplinare nei confronto del dirigente. Ma l’Ufficio disciplinare, presieduto dal direttore generale Pierluigi Caputi, lo ha archiviato. Ora, c’è chi intravede in questa vicenda un retroscena: Silverii sarebbe finito sotto accusa per il no a Pescaraporto.

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