E il M5S attacca: solo errori su asilo e mensa

21 Settembre 2023

Il consigliere Sola: la Lega addebita a Santilli la responsabilità dei casi più contestati, è imbarazzante

PESCARA. «Quello che sta avvenendo in queste ore all’interno della maggioranza di centrodestra ha del vergognoso e conferma come questa amministrazione stia trasformando la nostra città nel palcoscenico di una guerra tra bande». Lo afferma Paolo Sola, consigliere comunale del M5S, di fronte alla lite in atto nel centrodestra. «Il vice sindaco Gianni Santilli, in quota Lega, rassegna le proprie dimissioni entrando in Fratelli d’Italia e il segretario provinciale del Carroccio», dice Sola, «non gliele manda a dire, scoprendo dei retroscena che, se confermati, sarebbero gravissimi».
Sola si riferisce a un passaggio contenuto in una nota di Emanuele Evangelista, segretario pescarese della Lega, in cui si dice testualmente: «Il sostegno e la lealtà che il gruppo consiliare e gli assessori hanno sempre garantito a Santilli avrebbero meritato ben altra ricompensa, soprattutto se si pensa alle tante occasioni in cui le scelte politico/amministrative dell’ex vice sindaco sono state accettate solo per spirito di appartenenza ma senza una reale condivisione perché mai convincenti, come nel caso dell’asilo nido da realizzare all’interno del parco in via Fornace Bizzarri o dell’aumento del costo della refezione scolastica a carico delle famiglie ed anche sui ritardi nella manutenzione del verde». Proprio ieri in via Fornace Bizzarri, sono arrivate le prime ruspe per avviare i lavori contestati dai residenti ma sbloccati da una sentenza del Consiglio di Stato.
Sola commenta: «La Lega pescarese scarica su Santilli tutta la responsabilità di due degli ultimi casi più contestati dalla città: la cementificazione del parco di via Fornace Bizzarri e il raddoppio delle tariffe delle mense scolastiche. Scelte che il Carroccio», dice il consigliere, «addebita completamente alla volontà di Santilli, ammettendo di averlo sostenuto su queste decisioni pur non condividendole. Uno scenario imbarazzante in cui entrambe le parti ne escono con la faccia sporca, in ogni caso. E in cui l’unica cosa chiara ormai a tutti è cosa il centrodestra intenda per “amministrare la cosa pubblica”: un balletto di pretese e capricci personali, da far quadrare in un grande mosaico di do ut des». (p.l.)