E il mercato resta l’ultima spiaggia per risparmiare

8 Settembre 2022

Tra le bancarelle di via Pepe del lunedì. «Qui i prezzi sono ancora possibili». E va forte l’usato: vestiti anche a due euro

PESCARA. L'abbigliamento per i bimbi a 50 centesimi e gli abiti usati per adulti a 1 o 2 euro. Le scarpe a 10 euro. Frutta e formaggi rincarati fino ad un euro, ma è il mercato rionale l'ultima possibilità per fare acquisti a prezzi calmierati nell'era degli aumenti insostenibili di bollette, luce e gas. I venditori ambulanti si dibattono tra «i ricarichi troppo alti» della merce da vendere e «la gente che vuole spendere sempre meno perché non ce la fa. Che facciamo? Cerchiamo di resistere». Lunedì mattina il mercato di via Pepe brulicava di gente. Le bancarelle prese d'assalto da acquirenti e curiosi. Ezio, il venditore di latticini di Casoli (Chieti), non ha un attimo di tregua malgrado il ritocco all'insù «solo di 50 centesimi» di nodini, bocconcini e trecce da 8 euro a 8.50 al chilo, 9 euro per le passite e i formaggi per arrosti. «Certo che ho notato il rincaro», osserva Maria Grazia, cliente pescarese, «ma compriamo ugualmente perché al mercato i prezzi sono ancora possibili, si può scegliere tra tanti prodotti e gusti. Io faccio la spesa solo per me e mia figlia, il problema degli aumenti tocca più che altro le famiglie numerose ma al supermercato non ci metto piede: è come andare in gioielleria, i prezzi sono improponibili». «Lavoriamo tanto per pagare anche tante spese», chiosa il commerciante mentre continua a infilare mozzarelle nelle buste. «Sono sceso da 8 a 6, di più non posso prenderne», fa notare Gianfranco, ex sindacalista attento a spendere la pensione. «Con questi aumenti si prosciuga rapidamente e il consumatore cerca di andare dove costa meno, come al mercato».
I commercianti Gabriele D'Antonio, con il padre Gaetano e la madre Luisa De Baptistis, arrivano da Villa Vomano ogni lunedì dal 1958, «come faceva nonno Gabriele che ha fondato l'attività», una rinvendita di scarpe. «All'ingrosso le calzature ci costano il 30% in più dell'anno scorso", segnala il giovane, «le scarpe da ginnastica ad esempio le compriamo a 8 euro e le rivendiamo a 12, un ricarico piuttosto basso. Cerchiamo di resistere, ma anche noi lottiamo contro gli aumenti: i posteggi sono rincarati del 20%. Le vendite sono scese e la gente vuole spendere sempre meno». Arriva Silvana Di Battista ed è decisa a portare a casa un paio di sandali bianchi con l'intreccio dorato: «Le ho già in argento, ore le compro per la prossima estate, 10 euro sono un buon prezzo», commenta. È alla ricerca di una ciabatta comoda ed elegante, invece, Emma Sonnino, di origini milanesi, fino a 25 anni fa primario di Farmacia all'ospedale pescarese: «Al mercato c'è tanta scelta e, inoltre, mi consente di uscire di casa per fare una passeggiata». Elisabetta rovista tra gli indumenti a 1 o 2 euro e spiega che per lei «il mercato è anche divertimento, mi piace questa atmosfera di caccia all'affare, la ricerca di qualcosa di bello e originale. Dal mercato non si torna mai a casa a mani vuote».
Il fruttivendolo Jonathan fa notare che sulla sua bancarella non ci sono i fagioli. «Non li compriamo perché all'ingrosso ci costano 4 euro al chilo. A quanto dovremmo rivenderli? E chi se li comprerebbe?», dice mentre è indaffarato a riempire buste di uva a 1 euro e 50 al chilo». Una cliente afferra la busta, ma prima di andare via dice la sua: «I rincari? Ognuno compra sulla base di quanto può spendere».