E il movimento rilancia l’allarme sul punto nascite
PENNE. L'attenzione sulla sanità vestina continua a rimanere elevata su un doppio focus di protesta: quello riguardante il personale medico e non medico addetto alla commissione invalidi civili di...
PENNE. L'attenzione sulla sanità vestina continua a rimanere elevata su un doppio focus di protesta: quello riguardante il personale medico e non medico addetto alla commissione invalidi civili di Penne e quello sul futuro del punto nascite dell'ospedale San Massimo.
Sulla commissione invalidi civili anche il sindacato Fials insorge contro il manager D'Amario per sapere cosa è stato fatto «per accertare il funzionamento della commissione e individuare eventuali carenze. In particolare», afferma la Fials, «intendiamo capire come e quando abbia verificato che la turnazione tra i professionisti già incaricati dall'azienda garantisce un iter corretto delle istanze e, inoltre, sapere perché le sedute della commissione sono state ridotte da quattro a tre. A noi risulta che tutti i disagi e le carenze non siano imputabili ai componenti della commissione», sottolinea il segretario Fials, Gabriele Pasqualone.
Il comitato per la sanità vestina, intanto, continua la battaglia in difesa del punto nascite, sempre più a rischio chiusura. «Chiediamo a consiglieri e assessori regionali di fare ostruzionismo per scongiurare la chiusura del reparto. L'area vestina verrebbe penalizzata in maniera troppo pesante» dice il portavoce del movimento, Gabriele Frisa, « in considerazione delle gravi carenze viarie che da anni limitano un rapido collegamento con la costa pescarese». (f.bel.)
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