E il Pd fa il primo vertice per le comunali

Di Pietrantonio indica la linea: «Verso le primarie se manca un nome che metta tutti d’accordo»
PESCARA. «La linea è quella delle primarie. Ma se si dovesse trovare l’unanimità su un nome, questo appuntamento potrebbe essere saltato». Moreno Di Pietrantonio, segretario provinciale del Partito democratico, interviene nel dibattito, che si è aperto anche in casa Pd, sul nome del candidato sindaco alle elezioni del 26 maggio. E fa di più. Non si limita al pour parler ma va oltre. Annuncia la prima riunione sul tema che si terrà la prossima settimana con la partecipazione di tutti i rappresentanti del Pd in ambito comunale.
Di Pietrantonio non si sbilancia, considerato il suo ruolo e la delicatezza del tema, e si limita a dire che bisogna «trovare una candidatura che sia competitiva con quella del centrodestra».
Nulla sui nomi, dunque, ma solo sul metodo. «Si deve capire se ricorrere alla primarie o se, invece, si troverà una soluzione in maniera unanime», commenta.
Nelle scorse settimane Marco Alessandrini, sindaco uscente, si è fatto avanti ipotizzando che il nome su cui puntare sarebbe proprio il suo, per un secondo mandato. Ma dopo l’appuntamento con le elezioni regionali dello scorso fine settimana Alessandrini si è detto disposto «a fare un passo indietro se si dovesse trovare un candidato come Giovanni Legnini, in grado di mettere insieme il mondo delle liste civiche e del volontariato. In caso contrario il candidato naturale sarò io, dato che sono il sindaco uscente».
Sulla eventuale candidatura di Alessandrini va però misurato il consenso degli altri rappresentanti del Pd e la prima occasione utile e ufficiale sarà proprio il tavolo che Di Pietrantonio annuncia per la prossima settimana (il giorno è da fissare).
Intanto, però, è già uscito allo scoperto il presidente del consiglio comunale Francesco Pagnanelli che si è detto favorevole al “metodo Legnini” e ha chiesto che venga riproposto anche a livello comunale. Legnini, ha scritto in un post su Facebook, ha fatto «convergere in una grande coalizione tutte le esperienze civiche moderate vicine al centrosinistra riportando un dignitoso risultato alle regionali. Questo modello deve essere lo stesso da seguire nella scelta del prossimo candidato sindaco di Pescara e qualsiasi altra scelta porterebbe allo sfacelo totale». Un veto indiretto al nome di Alessandrini che la prossima settimana potrà contare uno a uno favorevoli e contrari del Pd alla sua eventuale ricandidatura. (f.bu.)

