E in Abruzzo appello della Cisl: «Governo e Regione investano»

Benaglia e Uliano: «Servono più progetti a difesa dell’occupazione e di collaborazione con le imprese» Bologna esce dal direttivo Fim dopo 12 anni, Nanni alla guida della federazione dei metalmeccanici
FOSSACESIA. «Stellantis Europe Atessa resta uno stabilimento strategico per il gruppo: il governo e la Regione Abruzzo investano su questo sito per renderlo ancora più competitivo e rafforzino l’indotto altamente specializzato». Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl, commenta la recente visita del ceo di Stellantis, Carlo Tavares nello stabilimento dei furgoni commerciali in Val di Sangro e le ultime dichiarazioni del gruppo emerse giovedì al tavolo automotive al Mimit per la presentazione dei contenuti del decreto ministeriale di rimodulazione degli incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni inquinanti, il cosiddetto Ecobonus. L’occasione della visita in Abruzzo del gotha del sindacato è un importante passaggio di consegne all’interno della segreteria interregionale Fim-Cisl Abruzzo e Molise che vede succedere, per raggiunti limiti di età, a Domenico Bologna 65 anni, nell’organizzazione dal 1983 e nel direttivo regionale dal 2013, il nuovo segretario Fim Abruzzo e Molise, Amedeo Nanni, dipendente Sevel, 47 anni. A sugellare la giornata anche Roberto Benaglia, segretario generale Fim-Cisl nazionale.
Per la ex Sevel, nonostante il braccio di ferro governativo con i vertici Stellantis, le cose sembrano andare bene, secondo quanto emerso dal tavolo di Roma. «Roberto Mele, responsabile Corporate Affairs di Stellantis Italia», ha riferito infatti Benaglia, «ha confermato, dopo la visita al sito di Atessa che il plant e il suo indotto stanno raggiungendo ottime prestazioni dal punto di vista produttivo e della riduzione dei costi. Sulla qualità Stellantis è migliorata di 7 volte e sul fronte della riduzione dei costi siamo al 30%, risultati che Stellantis tiene in grande considerazione». Per Benaglia «la politica purtroppo molto aggressiva del gruppo sul fronte dell’abbattimento delle spese è un modo per stare dentro al mercato, per essere più competitivi» e non deve spaventare. «Per noi», ha aggiunto, «si traduce in un aumento dei volumi e in una forza industriale che deve essere difesa. Il governo deve mettere in campo progetti di difesa dell’occupazione e di collaborazione con le imprese. I 940 milioni di euro messi in campo fanno parte di un fondo pluriennale. Ciò che chiede la Fim-Cisl è che non si aspetti la fine della legislatura per aumentare gli incentivi che devono servire anche per favorire e consolidare la componentistica». E sulla partecipazione statale nel board Stellantis, Benaglia sentenzia: «È un falso problema oggi, dovevano porselo 4-5 anni fa quando è nato il gruppo. Lo Stato deve fornire infrastrutture e incentivi per sostenere impresa e tecnologia, non stare al tavolo dei quadri dirigenziali».
Anche per Ferdinando Uliano la scommessa di Atessa si gioca sulle infrastrutture. «Porti, ferrovie, strade: è questo che vi ha chiesto Tavares», rimarca, «e lo chiedeva Marchionne anche 13 anni fa. Sul fronte industriale le scelte strategiche di Stellantis Atessa hanno prodotto buoni risultati, ma deve essere un gioco di squadra».
I timori dell’uscente segretario regionale Bologna, sulla dismissione di una delle due verniciature all’interno dello stabilimento che potrebbe comportare una sensibile riduzione dei volumi hanno coinvolto anche i piani alti Fim. «Abbiamo chiesto a Stellantis che la verniciatura nuova dovrà prevedere un potenziamento tale da mantenere i volumi attuali e aumentarli», conclude Uliano, «quest’anno Stellantis Atessa ha chiuso con 230mila furgoni, ma stante la potenzialità del sito ci aspettiamo che si arrivi almeno a 250mila veicoli il prossimo anno».
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