E in Comune si aspetta la bonifica

30 Settembre 2018

Il sindaco di Bussi, Lagatta: i soldi sono stati stanziati, chi deve agire si muova

BUSSI SUL TIRINO. La sentenza della Corte di Cassazione non scuote più di tanto i bussesi. Loro, fiduciosi aspettano che si dia avvio alla bonifica sia della discarica Tremonti (i due ettari di terreno che conservano intatti, per cinque metri di altezza, i rifiuti tossici di decenni di lavorazioni industriali dello stabilimento chimico, situato tra il corso del fiume Pescara e l'area sottostante il viadotto autostradale), sia della aree 2A e 2B che sono situate molto più a monte verso il paese, fra l'abitato e lo stesso stabilimento chimico. Per il sindaco di Bussi Salvatore Lagatta le assoluzioni non precludono in nessun modo l'esecuzione delle bonifiche dei due siti, anzi funziona da “svegliarino” per chi deve attivarsi affinché le bonifiche siano avviate. La bonifica della Tremonti è in capo alla Edison poiché è acclarato che sia stata l'artefice dell'inquinamento. «Semmai il processo che si è concluso», aggiunge il sindaco «avrebbe dovuto sancire la condanna della Edison e non delle singole figure ritenute presuntivamente responsabili, in base al principio che chi inquina, paga. Ma tant'é». Per la bonifica della aree 2A e 2B di circa nove ettari di terreno ci sono in attesa di essere utilizzati ben 45 milioni di euro dei 50 stanziati con il Dl 225/2010 convertito in legge n. 136/2011 relativi al finanziamento del fondo del terremoto dell'aprile 2009, denari prima in capo all'amministrazione del compianto commissario Adriano Goio e poi tornati, per l'impegno dell’allora deputato Pd Antonio Castricone, alla disponibilità del ministero che ha potuto svolgere la gara di appalto con l'aggiudicazione circa 8 mesi fa, per 38,531 milioni di euro, ad un’associazione temporanea di imprese capeggiata dal colosso belga Dec-Deme e composto da Safond Martini srl, Elios Ambiente srl, Sidra Società italiana dragaggi spa e Cooperativa San Martino soc.coop. Il cruccio del sindaco e dei bussesi è che su quei terreni esiste un progetto della Filippi Farmaceutica che attende la bonifica per poter iniziare a costruire uno stabilimento. «Invece» riprende Lagatta «sono due anni che si attende che questo iter si avvi. Il Comune infatti ha dovuto acquisire in proprietà quei terreni, condizione sine quan non la bonifica non sarebbe stata eseguita per la impossibilità di utilizzare i fondi pubblici».