E ingegneria biomedica fa il record

Università d’Annunzio: 140 iscritti al nuovo corso triennale, ne erano previsti 100
CHIETI. In piena pandemia, i temi legati alla salute tornano al centro dell’interesse generale e il mondo della ricerca in ambito sanitario affascina sempre di più, attirando un numero crescente di studenti e di operatori. Un ruolo fondamentale, quando si parla di ricerca, lo svolgono gli ingegneri biomedici, figure sempre più ricercate e richieste. Il risultato è che i relativi corsi di laurea vengono presi d'assalto. Ne è conferma quanto sta accadendo all'Università d'Annunzio di Chieti: in poco tempo sono 140 gli iscritti al nuovo corso di laurea triennale in Ingegneria biomedica, a fronte di cento posti disponibili. Un successo forse inatteso e sicuramente immediato, considerando che il progetto del nuovo corso, inserito quest’anno per la prima volta nell'offerta formativa della d’Annunzio, è giunto al traguardo solo a luglio, a conclusione di tutto l’iter burocratico per l’accreditamento.
Il bando di ammissione per i nuovi studenti è stato emanato appena 50 giorni fa. In meno di due mesi si è registrato un boom di richieste, nonostante l'utenza sostenibile prevista sia di cento allievi. L’introduzione del nuovo corso, sottolineano all'ateneo, è un nuovo ed importante passo avanti nell’offerta formativa della d’Annunzio che, prima tra tutte le università italiane, ha provveduto a creare un percorso formativo di livello superiore, aperto ai meccanici odontotecnici.
La necessità di creare una offerta formativa di livello superiore, come il corso di laurea triennale in Ingegneria Biomedica, che potesse fornire una migliore preparazione scientifica agli odontotecnici abilitati, risponde efficacemente ad una esigenza della moderna odontoiatria 4.0 ed è una necessità ormai inderogabile. Il rettore dell'Università d’Annunzio, Sergio Caputi, esprime «grande soddisfazione» per l’efficace collaborazione che si è instaurata tra i docenti dell'ateneo e gli stakeholder, nonché per lo sforzo organizzativo e l’impegno profuso da tutti nella delicata fase di progettazione ed accreditamento del nuovo corso di laurea.
«È un risultato non scontato», afferma Caputi, «vista anche la situazione contingente, di grande difficoltà, legata alla pandemia. Il progetto formativo che abbiamo avviato è strutturato in modo da adattarsi alle esigenze di mercato. Rappresenta un’offerta formativa innovativa. In questo, un contributo fondamentale nella crescita del progetto è arrivato grazie alla collaborazione tra il professor Marcello Vasta del dipartimento di Ingegneria e Geologia con i docenti di Odontoiatria, la professoressa Oriana Trubiani ed il professor Tonino Traini, i quali hanno coadiuvato il progetto raccogliendo le istanze del gruppo di stakeholder (Giuseppe Zuppardi, Oliviero Turillazzi, Giancarlo Barducci, Alberto Olivieri e Romeo Pascetta) tutti di fama internazionale. Mai come in questo momento il ruolo della salute è al centro dell’interesse generale».
« L’università d’Annunzio», conclude il rettore, «si sente coinvolta e vuole fare pienamente la sua parte». (l.d.)

