E internet va sotto stress da super utilizzo

L’ingegnere Staniscia: problemi di sovraccarico rete tra smart working, teledidattica e videoconferenze
PESCARA. «Sì, sono in gioco la sicurezza e la tenuta del sistema, quindi di tutti noi. Perché con la crisi sanitaria in corso, anche internet potrebbe rivelarsi una risorsa limitata e occorre agire, eventualmente con misure restrittive, per garantirne l’uso per finalità produttive e di pubblica utilità». Sui possibili rischi per le aziende e i professionisti a causa dell’aumento dell’utilizzo globale del cloud pubblico e del sovraccarico della rete internet, Massimo Staniscia, ingegnere esperto della rete telematica, non ammette dubbi. Perché in tempi di “distanziamento sociale”, come si dice in questi giorni, dovuti alla pandemia e con il ricorso smisurato a internet e al telelavoro, c’è il rischio, a causa della globalizzazione proprio della crisi sanitaria, che la rete vada in sovraccarico e che i servizi di cloud pubblico - localizzati prevalentemente fuori dall’Italia e dall’Europa - su cui si basano smart working e applicazioni internet italiane, subiscano rallentamenti e interruzioni, limitando o impedendo del tutto l’accesso a portali di condivisione e/o a comunicazioni in videoconferenza, con grave danno ad aziende e professionisti. Tant’è che l’Europa chiede alle piattaforme di streaming, come Netflix e YouTube, di esaminare la possibilità di fornire il servizio in streaming a risoluzione standard, rinunciando a quella più alta; al tempo stesso si rivolge agli utenti finali invitandoli a un utilizzo responsabile del consumo di dati.
«La rete internet», spiega l’ingegnere Staniscia, «è sovraccaricata in questo periodo: basti pensare che solo in Abruzzo la gran parte dei 308 Comuni sta lavorando in smart working e altri si attrezzano per iniziare a breve. Tutte le scuole hanno attivato la teledidattica, migliaia di studenti sono collegati ogni giorno per assistere alle lezioni, le videoconferenze di lavoro sono aumentate esponenzialmente. Anche il decreto-legge n.18 del 17 marzo scorso, all’articolo 73 prevede la possibilità per i Comuni di svolgere le sedute di giunta e di consiglio in videoconferenza mediante piattaforme opportune. L’uso delle virtual private network, vpn, i software che consentono un accesso diretto e sicuro ai server aziendali, è schizzato del 112%».
Secondo Staniscia, quindi, «nel caso in cui il sovraccarico aumenti nei prossimi giorni, è auspicabile anche in Abruzzo un utilizzo più responsabile della connessione internet, privilegiando le attività legate alla produttività rispetto a quelle dell’intrattenimento, anche eventualmente disponendo il blocco forzato di applicazioni non fondamentali che utilizzano cloud e connettività». Mentre per il medio termine bisogna che «venga indicata la disponibilità di alternative nazionali», conclude Staniscia, «utilizzabili per alcuni servizi cloud, sia in ambito industriale e sia universitario, quali ad esempio la rete di ricerca nazionale Garr (www.garr.it), in deroga dalla rete nazionale e a quella internazionale Geant (www.geant.org)».
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