E l’attrice Guidone partecipa da remoto: «È una gioia immensa»

11 Ottobre 2024

PESCARA. «Ricevere dei premi nella mia terra è sempre una gioia immensa, che mi fa commuovere. Anche con il Flaiano è stato così. Ringrazio la mia città, la commissione dei saggi, il sindaco Carlo...

PESCARA. «Ricevere dei premi nella mia terra è sempre una gioia immensa, che mi fa commuovere. Anche con il Flaiano è stato così. Ringrazio la mia città, la commissione dei saggi, il sindaco Carlo Masci e tutti coloro che hanno pensato che potessi meritare questo prestigioso riconoscimento». È emozionata l’attrice Lucrezia Guidone, 38 anni, pescarese, nel ricevere il Ciattè d’Oro, così come si evince nel corso del collegamento da remoto alla cerimonia di ieri mattina. Impegnata a Napoli sul set di Mare Fuori 5 e anche con le prove dello spettacolo Macbeth, che la vedono nel ruolo di Lady Macbeth, l’attrice non ha potuto ritirare personalmente il premio. Al suo posto, c’era la madre Roberta Moscianese.
Che legame ha con Pescara? «Molto forte. A Pescara sono cresciuta e le radici non si toccano. Quando ho interpretato L’Arminuta a teatro sono stata felicissima di essere nella mia città, nei panni del personaggio principale di un libro scritto da un’autrice abruzzese».
A Pescara manca un vero teatro, cosa ne pensa?
«È un peccato perché il teatro rappresenta una ricchezza per la comunità. Sono però convinta che la città di D’Annunzio e Flaiano saprà come rispondere alle esigenze culturali e artistiche del territorio».
La serie Mare Fuori che cosa ha rappresentato per lei?
«Beh, è la prima serie Rai in cui ho avuto un ruolo da protagonista. Un personaggio che, tra l'altro, subisce un cambiamento graduale. Un’esperienza stimolante».
Il suo percorso comincia a Pescara. Consigli ai giovani che intendono intraprendere la sua strada?
«Sono sempre stata una curiosa dell’arte, forse perché mia madre è una musicista. Ho cominciato suonando il pianoforte e ho sperimentato la mia vocalità. Ai giovani mi sento di dire questo: studiare è fondamentale. Questo è un lavoro, quindi bisogna essere consapevoli dell’impegno che il successo richiede. Ecco perché, da cinque anni, assieme all’attore teatrale Ivan Alovisio, mi occupo di formazione con il corso Point Zero».
Più cinema o teatro?
«Entrambi. Un ambito nutre l’altro».