E l’Avis chiama a raccolta i giovani

24 Aprile 2018

Il presidente Lattuchella: «Mancano le fasce di età dai 18 ai 30 anni»

PESCARA. C'è sempre più bisogno di un continuo e costante flusso di sangue per sopperire alle tante esigenze che si determinano quotidianamente in ambito ospedaliero con lo scopo di salvare vite umane.
Per queste ragioni, l'Avis Comunale Pescara lancia un appello a tutti coloro, soprattutto i giovani nella fascia di età compresa tra i 18 e i 30 anni, che volessero diventare nuovi donatori dell'associazione volontari italiani del sangue, e spiega tutti quelli che sono i requisiti necessari e le informazioni utili.
La fascia di età nella quale si può donare sangue è quella compresa tra i 18 e i 65 anni con un peso corporeo minimo pari a 50 chili: al di sotto di tale soglia, non è possibile diventare donatori. L'iter da seguire prevede degli esami di controllo previsti per legge per la verifica della salute del futuro donatore come le analisi del sangue e un elettrocardiogramma. Non è necessario essere a digiuno.
Sperati positivamente tali controlli, passano 15-20 giorni, si può diventare a tutti gli effetti donatori di sangue e iniziare a donare fino a quattro volte in un anno (ogni novanta giorni), gli uomini, e fino a due volte in dodici mesi le donne.
Circa il 60 per cento della popolazione può donare il sangue, ma di questi solo il 5 per cento lo fa. Per informazioni ci si può rivolgere alla sede dell'Avis comunale Pescara in corso Vittorio Emanuele II 10, nei seguenti giorni e orari: lunedì e martedì dalle 7,30 alle 15; mercoledì e venerdì dalle 7,30 alle 12 e dalle 16 alle 19,30; sabato dalle 7,30 alle 12. Ogni ultima domenica del mese, apertura straordinaria dalle 7,30 alle 12.
«Con questa flessibilità di orari», spiega Vincenzo Lattuchella, presidente dell'Avis Comunale Pescara, «cerchiamo di essere aperti a ogni esigenza. È importante programmare perché è fondamentale far arrivare il sangue o meglio un gruppo sanguigno, in base a determinate esigenze. Grazie alla collaborazione con l'ospedale, noi ci attiviamo con il servizio a chiamata in base alle richieste. Acquisire nuovi donatori significa poter allargare il bacino di utenza, purtroppo il sangue è un elemento vivo che non viene ancora riprodotto, mentre su altri fonti in qualche modo possiamo sopperire. L'Italia purtroppo è un Paese di anziani e l'età media dei nostri donatori è di 50 anni: ci manca il ricambio generazionale, mancano i giovani dai 18 ai 30 anni ed è proprio a questi che ci rivolgiamo sia per salvare vite umane sia per dare un sostegno a livello associativo».