E l’opposizione è pronta alla battaglia in aula

Pd e Movimento 5 Stelle presenteranno 80 emendamenti per cercare di bloccare il provvedimento
PESCARA. L’opposizione si prepara a dare battaglia, oggi in consiglio comunale, sul Piano di risanamento acustico, il documento che contiene le misure da adottare per ridurre i rumori nella zona della movida di piazza Muzii. Il capogruppo del Pd Piero Giampietro, ieri, ha preannunciato la presentazione di circa 30 emendamenti in aula e altri 50 dovrebbero arrivare dal Movimento 5 Stelle. In totale, un’ottantina di emendamenti. L’opposizione ritiene che il Piano di risanamento acustico, che andrà oggi in consiglio per l’approvazione definitiva, possa danneggiare i locali della movida.
«Il centrodestra già ad agosto 2022, nella prima votazione sul Piano di risanamento acustico», ha detto Giampietro, «aveva la possibilità di apportare quei correttivi che oggi dice di ritenere indispensabili: bastava approvare i nostri emendamenti, che però i consiglieri di maggioranza hanno bocciato senza alcun distinguo. Il problema è che oggi il Comune è in un vicolo cieco: in quella occasione infatti gli uffici misero parere contrario alle nostre proposte di demandare al comitato tecnico la scelta di quali azioni applicare nelle singole zone, perché scrissero che le scelte erano già decise nel Piano, così come misero parere contrario quando chiedevamo di eliminare dal Piano alcune singole azioni che consideravamo estreme, ma che per gli uffici erano state già dichiarate indispensabili, senza lasciare dunque alcun dubbio sulla loro applicazione».
«Non credo», ha aggiunto Giampietro, «che oggi gli stessi uffici cambierebbero il parere sulle stesse proposte solo perché gli emendamenti porterebbero la firma di partiti di centrodestra. L’unica alternativa credibile a questo punto è il ritiro del Piano e la sua riscrittura: serve una delibera equilibrata e razionale, invece il Piano voluto dal centrodestra è un provvedimento estremista e unilaterale, basato su dati Arta del 2021 e che come avevamo anticipato nell’estate scorsa, rischia di colpire a cascata le imprese di tutta la città senza portare reali benefici a nessuno».

