E l’ultima discendente racconta d’Annunzio

La nipote del Vate all’Aurum: «Mio nonno era un padre affettuoso, mi emoziona ciò che ha scritto»
PESCARA. Maria Teresa Montanarella, che oggi (all’Aurum ore 18) sarà ospite nella città del nonno, è la quinta degli otto figli di Eva Adriana Renata d'Annunzio, l'amatissima ‘Cicciuzza’, figlia del poeta, e del pugliese Silvio Montanarella, tenente di Vascello della Marina Militare Italiana. La coppia si sposò nel 1916.
Donna consapevole dell'importanza delle proprie origini, Maria Teresa Montanarella, orgogliosa della storia familiare, ma anche attenta a non tralasciare, con la propria testimonianza, il lato più tenero e quotidiano del rapporto intercorso tra sua madre e il nonno. A Pescara racconterà il rapporto del Vate con sua madre Renata. Una «madre letteralmente innamorata del padre, ne parlava in continuazione».
In particolare amava «il suo lato eroico», ne raccontava le imprese, delle pazzie e delle acrobazie belliche che lo hanno reso immortale: il volo su Vienna, le due medaglie d'argento e d'oro al valor militare, volava con aerei al limite della precarietà ingegneristica, con ali di stoffa e il corpo di legno compensato.
Era sua figlia, certo, ma era anche una autentica ammiratrice del d'Annunzio pubblico. Del Vate-nonno, Maria Teresa ha sempre raccontato che «era sicuramente un nonno che non raccontava le favole della buonanotte, ma perché le scriveva, di meravigliose, per il mondo intero. L'impatto più forte di questa importante origine familiare l'ho avuto a scuola, dove già si studiavano le opere e la vita di d'Annunzio».
«Essere la nipote del Vate», prosegue donna Maria Teresa, «ha rappresentato un grande onore, una profonda emozione per tutto quello che ha fatto, che ha scritto. Ma soprattutto, un forte senso di gratitudine per il rapporto che ha avuto con mia madre perché è stato assolutamente un padre affettuoso».
«Quando lei era in collegio a Firenze e lui alla Capponcina, tutti i fine settimana le faceva visita, la prendeva e la portava alla villa. Le aveva comprato un cavallino che si chiamava Cinirellina; quando non poteva andare a trovarla, le diceva sempre «Cirenella ti manda un bacino».
È la terza volta che la nipote di d’Annunzio si ferma in città. Nel 2015 visitò la casa natale del Vate, in corso Manthonè, e presentò un carteggio inedito sul nonno. La prima volta fu nel 2009, accompagnata dalla contessa Caproni, per ritirare un premio dedicato al padre Silvio.

