E la burocrazia ritarda le multe a 64mila no vax

Ministero in ritardo: l’Agenzia delle Entrate non ha la lista nera degli over 50 Spuntano elenchi fuorilegge con negozi accessibili per chi è senza Green pass
PESCARA. Non sono ancora partite le multe da 100 euro dell’Agenzia delle Entrate verso gli ultracinquantenni non in regola con l’obbligo vaccinale. Le missive sarebbero dovute partire il primo febbraio. La colpa è della lentezza della burocrazia. In Abruzzo la rischiano almeno 64.399 over 50 che non hanno ricevuto nemmeno una dose del vaccino.
Per circa 37mila di loro, cioè quelli ancora in età lavorativa, da ieri è però in vigore anche l’obbligo di mostrare sul lavoro il super Green pass – quello che si ottiene solo con vaccino o guarigione – pena la sospensione senza stipendio dal proprio impiego. Ieri il Governo ha specificato che l’obbligo vale anche per chi lavora da casa.
Sono invece in totale 134mila gli abruzzesi con più di 12 anni non vaccinati. Come vivono i non vaccinati, esclusi da gran parte delle attività e soprattutto quelle sociali? La risposta la si trova, in parte, in una sorta di mondo parallelo che non rispetta le restrizioni legate al certificato verde: si tratta di gruppi sui social e di siti web che segnalano attività commerciali e servizi dichiaratamente no vax pronti ad accogliere tutti senza chiedere il certificato verde all’ingresso e rischiando però multe salatissime da parte delle autorità.
ANCORA ZERO MULTE
L’obbligo vaccinale per gli ultracinquantenni è in vigore da inizio gennaio e il primo febbraio sarebbero dovute scattare le multe da cento euro per chi non è in regola, attraverso l’incrocio dei dati sulla vaccinazione con quelli sulle residenze. Nessuno però sarebbe stato ancora sanzionato.
Secondo diverse testate nazionali, l’Ader, ossia l’Agenzia delle Entrate per la riscossione, non ha infatti ancora ricevuto il nome di un solo destinatario dal ministero della Salute. E senza l’elenco dei non vaccinati, gli operatori dell’Agenzia delle Entrate non possono far partire né le lettere di segnalazione – che devono offrire dieci giorni di tempo per contestare la multa e nel caso mostrare l’esenzione medica dal vaccino – né di conseguenza le successive ingiunzioni di pagamento.
Ma CI SONO LE SOSPENSIONI
Non è però condizionata dalla burocrazia la misura entrata in vigore ieri, quella dell’obbligo del super Green pass sul posto di lavoro per gli stessi ultracinquantenni: è il datore di lavoro che deve controllare e nel caso sospendere senza stipendio il lavoratore non in regola con la certificazione verde rafforzata, che sarà considerato assente ingiustificato. In caso di controllo delle forze dell’ordine, inoltre, se il lavoratore viene trovato impegnato nelle proprie mansioni senza il super Green pass rischia la multa da 600 a 1.500 euro (raddoppiata in caso di reiterazione della violazione), mentre il datore da 400 a mille euro.
La misura vale anche per volontari e fornitori, oltre che dipendenti. Ma vale anche per colf, baby sitter e badanti. Inoltre, vale anche per chi lavora da casa e non solo nel settore pubblico. «La norma primaria prevede l’introduzione dell’obbligo vaccinale per gli over 50, è chiaro quindi che l’obbligo è esteso a tutta questa categoria e a questa fascia d'età. È quindi confermato anche per chi lavora da casa», ha detto ieri il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, facendo riferimento ai lavorati in smartworking del settore privato.
IL MONDO PARALLELO
Nel frattempo emerge dal web una sorta di mondo parallelo dei no vax, che non rispetta le regole sul certificato verde, nonostante il rischio di multe.
Tra gli strumenti nati spontaneamente sulla rete per i non vaccinati, c’è per esempio una piattaforma che indica attività “free pass” per consentire di svolgere una vita quasi normale anche a chi non vuole mettersi in regola. Ci sono negozi, parrucchieri, medici e altre attività come bar e ristoranti, ma anche B&B e palestre che non chiedono il certificato. Solo la piattaforma “Animap”, ne segnala duemila in tutta Italia e anche alcune decine in Abruzzo. Ci sono poi i gruppi, come quelli sul social Telegram, dove gli iscritti possono arrivare anche a superare quota 32mila.(l.t.)

