E la Fira rimane senza presidente

8 Ottobre 2020

Felizzi si dimette dopo una lettera di Marsilio. Strada spianata per il Carroccio

PESCARA. Nessuno può dire che dietro ci sia una scelta politica legata alla resa dei conti nel centrodestra abruzzese tra la Lega e l’assessore alle Attività produttive, Mauro Febbo. Ma certamente lo appare. I fatti stanno così: il 24 settembre scorso, il governatore, Marco Marsilio, scrive una lettera al presidente della Fira, la Finanziaria regionale, Alessandro Felizzi (nella foto), “diffidato gentilmente” a mettersi da parte. «Nella mia qualità di presidente della Regione, socio unico della Fira, considerato che il 30 giugno l’assemblea ordinaria ha approvato il bilancio 2019, relativo al terzo e ultimo esercizio della carica... le chiedo di convocare tempestivamente l’assemblea dei soci per procedere alla nomina dei nuovi componenti dell’organo amministrativo. La saluto cordialmente». Passano esattamente otto giorni e Felizzi gli risponde contestando il termine di scadenza del suo mandato che, per statuto, coincide con l’approvazione del bilancio dell’ultimo anno, quindi il 2020. In altre parole, il presidente dovrebbe dimettersi tra aprile e giugno del 2021, quando si approverà il bilancio di esercizio dell’anno precedente. Ma Felizzi, commercialista di professione, scampato due anni fa allo spoil system per volere dell’assessore Febbo, comunica a Marsilio che comunque vuole dimettersi. E il giorno stesso lo fa «per impegni professionali». Arriviamo al dunque: le dimissioni del vertice Fira spianano la strada proprio alla Lega che, in base alle regole non scritte del manuale Cencelli, rivendica quella poltrona. Ed ha già pronto il nome del “proprio” presidente: un teramano, che andrebbe a ricoprire l’apice nella finanziaria che gestisce milioni di euro di fondi pubblici. Ma forse è solo una coincidenza.