E la polizia apre un’area di ascolto
Si chiama “Stanza delle nuvole”: ospiterà vittime di maltrattamenti
PESCARA. Una stanza di ascolto per accogliere le vittime di violenze e abusi. E' stata creata in questura e oggi, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è in programma la cerimonia di inaugurazione, anche se il coronavirus impone che si svolga in videoconferenza. La "stanza delle nuvole", si chiama così, si trova all'interno della Divisione Polizia Anticrimine ed è un luogo speciale rispetto a tutto il resto perché non contiene quelli che sono gli elementi distintivi di un ufficio di polizia. Al suo interno, queste le intenzioni di chi l'ha pensata, potranno trovarsi un po' più a proprio agio minorenni, donne, ma anche uomini, vittime di maltrattamenti, violenze e abusi, avvertendo meno difficoltà nella narrazione degli episodi che hanno vissuto. Uno «spazio protetto che contribuisce a favorire empatia», così lo definiscono dalla questura che parla con soddisfazione di un «importante traguardo» nelle attività messe in campo contro la violenza di genere e di tutela e sostegno dei minori. In questo caso, poi, c'è stato un pensiero particolare rivolto a Jennifer Sterlecchini, la 26enne uccisa dal suo fidanzato a Pescara, come sarà svelato oggi. Ma di che cosa si tratta? Nella stanza per l’ascolto delle vittime vulnerabili, voluta dal questore Francesco Misiti, è stata installata l’opera intitolata “Nuvole”, realizzata dall’artista abruzzese Graziano Fabrizi, docente di disegno e storia dell’arte al liceo scientifico “Corradino D’Ascanio” di Montesilvano, e finanziata dall’associazione “Premio Nazionale Paolo Borsellino”. Gli arredi, invece, sono stati acquistati con il contributo del Il Lions Club di Montesilvano. Al suo interno è stato ricavato uno spazio, un ambiente, con una scrivania su cui si trova una lavagnetta luminosa con la scritta “Questo non è amore”, riprendendo lo slogan della campagna permanente della polizia.
Flavia Buccilli

