E la Regione dimentica la Riserva del Borsacchio

30 Agosto 2024

A 8 mesi dal drastico taglio che innescò una rivolta popolare tutto è ancora fermo Ma il Wwf Teramo e le Guide dell’oasi naturale di Roseto riaccendono la protesta

ROSETO. A otto mesi dalla legge taglia-Riserva, il destino del Borsacchio è ancora “sospeso”.
Il presidente Marco Marsilio evitò l’impugnativa davanti alla Corte Costituzionale impegnandosi a riportare in Consiglio regionale una nuova proposta di perimetrazione. Ma finora non è accaduto nulla. Il Wwf Teramo e le Guide del Borsacchio riaccendono la protesta. Ma facciamo un passo indietro.
Era 29 dicembre 2023 quando, nel cuore della notte, il Consiglio regionale, su proposta dei consiglieri Emiliano Di Matteo e Mauro Febbo di Forza Italia, Simona Cardinali e Federica Rompicapo della Lega e Umberto De Annuntiis di Fratelli d’Italia (oggi solo 2 di questi sono ancora consiglieri), decise di tagliare il 98% della Riserva regionale del Borsacchio, portandola dagli originari 1.100 a 24 ettari, approvando un emendamento alla legge di Bilancio. Una scelta che determinò una sollevazione popolare promossa da 250 realtà tra associazioni ambientaliste, comitati locali, sindacati, associazioni di categoria e forze politiche.
Furono raccolte circa 32.000 firme per chiedere il ripristino della riserva, si svolsero diverse manifestazioni, gli enti locali interessati - ad iniziare dal Comune di Roseto nel cui territorio ricade la riserva - dichiarano la propria contrarietà alla riperimetrazione e fu investito della questione anche il Governo Meloni al quale il Wwf Italia chiese di impugnare la legge regionale davanti alla Corte Costituzionale per evidenti contrasti con le leggi nazionali sulle aree naturali protette.
La legge fu quindi “attenzionata” dal Governo e Marsilio corse ai ripari. Giocando d’anticipo, il presidente appena rieletto evitò l’impugnativa davanti alla Corte Costituzionale impegnandosi a riportare in aula una nuova proposta di perimetrazione.
«Ma dopo otto mesi, la Riserva continua ad essere sospesa», incalza Adriano Di Michele, presidente del WwfTeramo. «Il Piano di assetto naturalistico (Pan) della Riserva ha chiuso la sua fase di confronto e osservazioni portata avanti dal Comune di Roseto e dalla Regione, ma è anch’esso fermo perché non può essere approvato visto che fa riferimento al perimetro di 1.100 ettari e non di 24 ettari come è oggi il Borsacchio. Avevamo ampiamente previsto», prosegue Di Michele, «che l’azione del Consiglio regionale avrebbe ulteriormente allungato i tempi di avvio della gestione dell’area naturale protetta e impedito l’attuazione delle previsioni di sviluppo contenute nel Pan, non facendo così superare le norme transitorie di salvaguardia. Ci appelliamo a tutti i consiglieri regionali affinché lavorino subito ad una nuova proposta di legge che vada nella direzione del ripristino del perimetro originario, dell’approvazione del Pan e della nomina di un comitato di gestione».
E Marco Borgatti, presidente delle Guide del Borsacchio e paladino della Riserva, avverte Marsilio: «In questi otto mesi, l’amore per il Borsacchio, diventato famoso per la sua cancellazione di fatto, ha portato oltre 20.000 persone a visitarlo durante la primavera e l’estate. Siamo stati letteralmente sommersi da richieste, con migliaia di studenti, turisti e cittadini abruzzesi provenienti da ogni provincia. Gruppi da tutta Europa, compresi progetti Erasmus, sono giunti e continuano a giungere per ammirare la bellezza unica di questa area naturale. Tutti si chiedono come sia possibile ridurre una riserva così preziosa a quasi un nulla. Non possiamo permetterlo. Siamo pronti a nuove mobilitazioni per difendere la nostra Riserva». (l.c.)