E lo sport deve ridurre le attività per i giovani

Stop alla Terza categoria nel calcio e ai campionati amatoriali
PESCARA. L’attività sportiva agonistica solo in parte viene ridimensionata dall’ultimo decreto del presidente del consiglio. I professionisti vanno avanti, i dilettanti invece perdono qualche pezzo. Stop all’attività amatoriale, ad esempio. Niente più partite di calcetto tra amici. Sì, invece, alle sfide contemplate nell’ambito di attività federali o legate a enti di promozione sportiva (Uisp e Acsi ad esempio) che hanno un protocollo anticovid.
COSA CAMBIA NEL CALCIO. Non partiranno i campionati di Terza categoria in Abruzzo. Nemmeno quelli amatoriali della federazione. Il Dpcm permette lo svolgimento di quei campionati di interesse nazionale e regionale. Quindi, fino alla Seconda categoria si può scendere in campo. Ma, prim’ancora delle ultime restrizioni, la Lnd-Abruzzo aveva deciso di rinviare l’inizio della Seconda categoria proprio per andare incontro alle richieste delle società in difficoltà. A livello giovanile va fatta la seguente distinzione: partono i campionati regionali under 19 (ex Juniores), under 17 (ex Allievi) e under 15 (ex Giovanissimi) come da calendario nel fine settimana. Non quelli provinciali. E nelle scuole calcio si potranno fare solo allenamenti individuali, non più partite: in pratica i bambini potranno esercitarsi con il pallone e fare dei tiri in porta. Niente contatto fisico.
Questo significa che nella stessa città quei ragazzi di squadre che disputano campionati regionali potranno giocare, mentre altri, della stessa età, non lo faranno perché appartenenti a formazioni iscritte a tornei provinciali o locali. Gran parte dell’attività di base è ferma. Con tutte le conseguenze del caso per le scuole calcio che spesso sono una fonte di ricavi per le società dilettantistiche. Ecco perché il presidente della Lnd, Cosimo Sibilia, ha alzato la voce in queste ore.
Nelle intenzioni del governo c’è la volontà di salvaguardare l’attività di chi, sulla carta, ha la possibilità di ottemperare ai protocolli federali. Nel caso dell’Abruzzo oggi il comitato Lnd potrebbe rinviare comunque alcune partite dei campionati giovanili, specialmente quelle delle formazioni aquilane e teramane per salvaguardare le zone in cui il rischio contagio è più alto. Anche nelle altre discipline sportive la dirimente sarà l’interesse nazionale e regionale dei vari campionati.
PALLACANESTRO. Cambia qualcosa solo nel minibasket in cui, come nelle scuole calcio, non potranno esserci contatti fisici. Quindi solo tiri a canestro. Il resto dell’attività va avanti.
PALLAVOLO. Lo stesso dicasi per il volley: gli iscritti alla S3 (minivolley) potranno fare solo allenamenti individuali. «La situazione resta pesante, rischiamo il collasso», spiega il presidente del comitato regionale Fipav, Fabio Di Camillo, «la settimana scorsa abbiamo fatto una riunione da remoto e mi ha fatto un certo effetto ascoltare almeno 3 dirigenti su 30 che partecipavano seppur positivi al Covid. E poi c’è il discorso delle palestre scolastiche che non vengono concesse in uso alle nostre società: venendo meno gli introiti del minivolley, infatti, alcuni club hanno già annunciato l’intenzione di fermarsi anche con la prima squadra nei campionati regionali».
RUGBY. Tutta l’attività seniores a carattere nazionale e regionale proseguirà regolarmente. Sono perciò consentiti gli allenamenti e la regolare disputa di competizioni per le società partecipanti all’attività nazionale fino alla C maschile, nonchè la prosecuzione degli allenamenti e delle competizioni regionali seniores, vale a dire la serie C girone 2 e la Coppa Italia femminile. Avanti anche con l’attività dell’under 18 Elite maschile, under 18 regionale maschile e femminile e under 16.
PALESTRE E NUOTO. Nazzareno Di Matteo, portavoce del gruppo regionale impianti sportivi (Abruzzo), ha scritto una lettera al premier Conte per scongiurare il rischio di chiusura all’orizzonte. «Le parole di domenica del presidente del consiglio hanno gettato nel panico noi operatori del settore nuoto. Ci è stato dato un ultimatum che di fatto significa chiusura anticipata degli impianti. Chi si iscriverà ai corsi, chi rinnoverà l’abbonamento, sapendo della possibile chiusura? La verità è che le piscine sono uno dei posti più sicuri nella lotta al Covid, qualcuno informi il premier Conte».
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