E Marsilio chiede rinforzi medici

Parte dall’Abruzzo la richiesta al ministro Speranza di maggiori risorse alla sanità
PESCARA. Più risorse e stop all’eccessivo precariato per reclutare medici, anestesisti, infermieri e più in generale personale sanitario incaricato di fronteggiare l’emergenza sanitaria. Perché al momento c’è una seria difficoltà nel trovare figure professionali al servizio degli ospedali. Temi posti dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nella conferenza Stato-Regioni – ieri mattina in videoconferenza – a cui hanno partecipato i ministri Francesco Boccia, Roberto Speranza, Paola De Micheli, Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi, oltre a Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, e Angelo Borrelli, capo della Protezione civile. Presenti il sindaco di Bari, Antonio De Caro, per l’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) e Michele De Pascale, presidente della provincia di Ravenna, per l’Upi (Unione province italiane). «Ho posto al governo, e al ministro Speranza in particolare», evidenzia Marsilio, «il tema del reclutamento del personale sanitario, che è l’arma decisiva per potenziare la risposta del servizio sanitario nazionale all’emergenza Covid. Stiamo avendo grandi difficoltà a reperire personale aggiuntivo, con avvisi pubblici andati deserti ripetutamente, soprattutto per le destinazioni nei centri minori e più disagiati. E una delle cause dei rifiuti e delle difficoltà sta nella precarietà dei contratti che si propongono. Con contratti a termine e assunzioni che durano lo spazio dell'emergenza non si risolve il problema: la carenza di personale è il vero ostacolo a moltiplicare i posti letto di terapie intensive infettive, che si traduce nella necessità di dover adottare drammatiche restrizioni alle attività. Se sono vere le dichiarazioni di intenti unanimi, e cioè che si deve tornare a investire nella sanità, bisogna offrire contratti stabili. Solo allora, forse, riusciremo a reclutare personale in numero sufficiente, al netto del fatto che, purtroppo, mentre letti e ventilatori si fabbricano in pochi giorni, anestesisti e rianimatori si formano in molti anni di duro studio. Il ministro Speranza, nella sua replica», chiude Marsilio, «ha riconosciuto l’importanza del tema, definito un nodo fondamentale, ricordando che per 15 anni abbiamo subìto un blocco delle assunzioni e degli stipendi che sono alla radice del problema attuale, blocco che solo negli ultimi due anni è stato parzialmente rimosso. Per il momento, però, le uniche risorse aggiuntive sono quelle già stanziate nei decreti che saranno riproposte nel 2021 in legge di Bilancio». (r.rs.)

