E Masci lancia la colletta: «Ripartiamo insieme»

Il sindaco: in tanti mi hanno chiesto come aiutare la città, risposta commovente Ma il primo cittadino precisa anche che arriveranno i fondi regionali già stanziati
PESCARA. «Occorrono alcuni milioni di euro» per rigenerare, in un tempo ancora da quantificare, la pineta dannunziana violata dal fuoco. Lo rivela il sindaco Carlo Masci che in un video messaggio sui social ringrazia «il grande cuore dei pescaresi».
Cittadini, balneatori, imprenditori, tanti giovani, che durante il rogo di domenica scorsa non hanno esitato un attimo e, armati di secchi d’acqua e idranti, hanno fermato l’avanzata del fuoco che ha lambito case e distrutto capannoni e ricordi.
I pescaresi hanno pianto per la loro cara pineta, ma si sono messi anche le mani in tasca, pronti a fare la loro parte per rivedere vivo il polmone verde dei D’Avalos, oggi dipinto di nero fuliggine. Per chi vorrà contribuire il Comune ha aperto il conto corrente Iban: IT11Q0542404297000050000340 intestato a: Comune di Pescara. Causale: Rinascita pineta dannunziana. «Quello che conta è il gesto» sottolinea il sindaco che spiega come risorse consistenti «arriveranno da fondi regionali già stanziati, nazionali ed europei».
«Il grande cuore dei pescaresi batte per risanare la ferita nel cuore verde della città», dice nel video messaggio, «l’incendio che ha devastato la Pineta dannunziana, la nostra pineta e nostro simbolo, non era stato ancora domato quando al Comune sono cominciate ad arrivare da più parti le offerte di aiuto per far rinascere la riserva. La risposta dei pescaresi è stata commovente». «Benefattori», li definisce il sindaco, «innamorati di Pescara. E sono stati in tanti a contattarmi» durante le ore concitate dell’emergenza, quando le fiamme si levavano alte e distruggevano una porzione di storia, «per chiedermi come fare per dare aiuto alla città».
Con questi presupposti è nata l’idea di un conto corrente su cui chiunque può versare anche una somma simbolica. Nel frattempo «lavoreremo a un progetto di riqualificazione della riserva», annuncia Masci, «e saranno gli esperti e i tecnici a cui ci affideremo, a dettare i modi e i tempi, ma sarà un giorno in meno di quanto ci vorrà» per smantellare le specie arboree bruciate per sostituirle con quelle nuove e rinfoltire la flora distrutta della riserva di Porta Nuova.
«Ripartire presto e ripartire bene è il nostro obiettivo», dice Masci ai pescaresi, «ci stiamo lavorando senza respiro, per far risorgere il nostro gioiello ambientale umiliato e sfregiato da un gesto criminale che ha colpito la comunità cittadina e rappresenta un danno generazionale, fisico come tutti possono vedere, e morale per ciò che rappresenta».
«Di ogni centesimo speso» delle somme confluite sul conto corrente, «sarà dato conto nella più totale trasparenza di gestione», chiarisce il sindaco. «Ci sono benefattori che hanno scelto l’anonimato e anche questo va a loro onore. Facciamo rinascere insieme la Pineta dannunziana. E allora potremo dire tutti con orgoglio, come Gabriele d’Annunzio: «Io ho quel che ho donato» conclude Masci.
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