E Moderna conferma il nuovo vaccino

PESCARA. Il vaccino anti-Covid che Moderna sta sviluppando in versione ambivalente sembra essere efficace contro le nuove varianti del virus. La società guidata da Stephane Bancel ha infatti reso...
PESCARA. Il vaccino anti-Covid che Moderna sta sviluppando in versione ambivalente sembra essere efficace contro le nuove varianti del virus.
La società guidata da Stephane Bancel ha infatti reso noti i nuovi dati delle sperimentazioni in corso e ha affermato che un richiamo bivalente del suo vaccino anti-Covid, che protegge sia dalla variante Ba.1 di Omicron sia dal ceppo originale del virus, ha prodotto una risposta immunitaria migliore contro le sottovarianti Ba.4 e Ba.5 di Omicron nelle persone completamente vaccinate. La notizia ha subito fatto il giro del mondo rassicurando la comunità scientifica sulle difese mirate contro un virus ha dimostrato di mutare così velocemente da superare le barriere difensive create dai vaccini tradizionali.
Il nuovo test condotto dall'azienda ha mostrato che i nuovi dati hanno analizzato i livelli di anticorpi neutralizzanti un mese dopo la somministrazione del secondo richiamo e che i risultati sono stati coerenti tra le varie fasce d'età. Moderna sta inoltre sviluppando un richiamo bivalente, che si rivolge specificamente ai ceppi Ba.4 e Ba.5 e al ceppo originale del virus, secondo le recenti indicazioni della Food and Drug Administration. L'azienda sta lavorando al richiamo bivalente contenente Ba.1 da diversi mesi.
Ma quando anche in Abruzzo sarà possibile vaccinarsi con i nuovi sieri che Moderna sta per mettendo a punto? Per ora non ci sono date certe se non un’ipotesi molto probabile, confermata anche dagli esperti abruzzesi, che fissa intorno alla fine di settembre l’arrivo dei nuovi vaccini. Nel frattempo però è consigliato l’uso dei sieri tradizionali, in particolare la quarta dose soprattutto per soggetti fragili e anziani.
Gli studi sugli effetti dei vaccini infatti hanno dimostrato scientificamente che i sieri finora distribuiti alle Regioni hanno comunque la capacità di proteggere l’organismo dalle nuove sottovarianti, evitando che queste colpiscano in modo grave i malati di Covid 19. (u.c.)

