E' morto il gallerista Cesare Manzo, inventò Fuori Uso

Si è spento a Spoltore l'artefice della rassegna che portò in città i più grandi nomi dell'arte contemporanea. Personaggio controverso e molto amato, aveva 73 anni
PESCARA. Si è spento nella notte il gallerista pescarese Cesare Manzo, artefice e ideatore della mostra d’arte contemporanea Fuori Uso, nata negli anni Novanta (ultima edizione nel 2016). Tra pochi giorni, il 3 novembre, avrebbe compiuto 73 anni. La morte è sopraggiunta dopo una lunga malattia, nella ex clinica De Cesaris di Spoltore dove da qualche tempo era ricoverato. “Cesare Manzo è stato un anti-intellettuale, un praticone che il rapporto con l’arte l’aveva sviluppato sul campo, per passione”, ha scritto di lui Sandro Naglia sul blog d’arte, Collezione da Tiffany, “ma era anche un visionario, con sogni ambiziosi, capace di inventare in una culturalmente sonnacchiosa città di provincia una manifestazione, Fuori Uso, che portò a Pescara gran parte dei maggiori artisti contemporanei (in alcuni casi fungendo anche da trampolino di lancio per qualcuno di loro) e creò una formula — quella del recupero di spazi dismessi come sedi espositive — poi largamente ripresa e imitata in molte rassegne in Italia e all’estero. Una grandeur — ça va sans dire — accompagnata anch’essa da perennemente travagliate questioni economiche”.
"La mostra che non ho mai fatto? Quella con i soldi”, dichiarò Manzo in un’intervista al quotidiano Il Centro, uscita il 16 gennaio 2011. Nella stessa intervista, raccontava: «Scrivevo poesie e racconti. I concetti erano anche buoni, ma non sapevo scrivere e un giorno qualcuno ebbe il coraggio di farmelo notare. Prima aprii un’edicola in via L’Aquila e portavo personalmente i giornali nei paesi: un macellaio, in cambio del giornale, mi dava salsicce a prezzo scontato e un altro, in cambio del “Manifesto”, mi dava pezze di formaggio. Così la sera, con i miei amici, una cerchia di artisti, banchettavamo, e da cani sciolti di sinistra, discutevamo con entusiasmo, con grande confusione, la voglia di andare contro il potere".
Aprì la sua prima galleria nel 1967. Da sempre personaggio controverso, Cesare Manzo rimarrà nella memoria cittadina come un sognatore capace di scuotere nel profondo la noia mortale della vita di provincia.
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