E nasce il tampone che svela anche i rischi

19 Luglio 2022

Si chiama “Coi” ed è in grado di stimare indirettamente la carica virale. Ma gli esperti sono divisi

PESCARA. Arriva in commercio il “supertampone” antigenico, in grado non solo di dire se si è positivi al Covid, ma anche di stimare la carica virale e quale può essere la portata dei sintomi a cui si va incontro dopo l’infezione. Anche se gli esperti sono divisi su quanto dichiarato dai produttori.
Si tratta del tampone “Coi”, sigla di “cut off index”, o indice soglia. Questo test fornisce un indice numerico: se il risultato del tampone è un valore inferiore a 1 viene considerato negativo. Se è al di sopra risulta come positivo. Il prelievo è identico agli altri test antigenici in commercio, ma la differenza sta nel fatto che la striscetta della positività diventa fluorescente invece di colorarsi di rosso. L’analisi del risultato non può essere fatta a occhio nudo, ma con un apposito macchinario capace di indicare la presenza del virus. Il risultato allora verrà presentato come “superiore a 100”, oppure ad altri valori a seconda della scala usata per quella marca di test.
I test Coi vengono spesso definiti quantitativi o semiquantitativi dai venditori, al contrario dei classici antigenici che sono qualitativi. Un tampone è quantitativo se misura la quantità di virus presente nel campione analizzato. Alcuni esperti hanno però criticato il tampone Coi, perché la scala adottata non sarebbe riconosciuta ufficialmente in campo scientifico, ma decisa dai suoi produttori. E quindi la carica virale sarebbe quantificata in modo indiretto e impreciso.
La gravità della malattia in ogni caso non è necessariamente collegata all'intensità della carica virale, ma risente di una serie di fattori, come la condizione di salute preesistente del paziente e non esiste un tampone in grado di prevedere i sintomi del Covid. Un valore alto del test Coi non equivale quindi necessariamente a sintomi più gravi e viceversa. La carica virale può essere misurata solo con tamponi molecolari, ma in generale la sua utilità è limitata: fin dall'inizio della pandemia ci sono persone asintomatiche con carica virale alta e persone con cariche basse, ma sintomatologia pesante.
C’è però da dire che a parità di test e con modalità di prelievo identiche, una persona con valore più alto di carica virale impiegherà però più tempo a negativizzarsi. (u.c.)