E negli alberghi cittadini prenotazioni ferme

PESCARA. Alberghi sospesi nelle incertezze, con i telefoni che fino a qualche settimana fa squillavano per richieste di informazioni per il Capodanno, ma ora non suonano più. La risalita dei contagi,...
PESCARA. Alberghi sospesi nelle incertezze, con i telefoni che fino a qualche settimana fa squillavano per richieste di informazioni per il Capodanno, ma ora non suonano più.
La risalita dei contagi, il ritorno di alcune restrizioni in giro per l’Italia, come il ripristino delle mascherine all’aperto praticamente ovunque, e poi il super Green pass in vigore da domani, hanno raffreddato un po’ la voglia di vacanze natalizie negli italiani, riportando sul settore alberghiero un alone di pessimismo sull’andamento del mese di dicembre. «Come sempre quando vengono emanati nuovi provvedimenti, le persone tendono a ritrarsi. Un atteggiamento che ormai vediamo da due anni e questo crea una grande incertezza sul Natale», commenta Daniela Renisi, presidente di Federalberghi Pescara.
«A novembre abbiamo avuto buoni contatti da parte di persone che chiedevano informazioni per la decina di giorni tra Capodanno e la Befana. Invece, ora, l’effetto paura ancora una volta influisce sulle prenotazioni. Sicuramente si andrà molto sull’ultimo momento, ma in tanti preferiranno non viaggiare, quindi non ci aspettiamo grossi numeri. Siamo in un limbo».
«È tutto sospeso», sottolinea Cecilia Rubaudo, titolare del Regent Hotel. «C’è qualche piccolo evento, ma la previsione di dicembre è ferma, a parte qualche richiesta informativa di gruppi per Capodanno. Pescara non è una destinazione invernale, quindi la metà degli alberghi della città in questo periodo non è operativa. Anche noi chiuderemo tra qualche settimana. Abbiamo tirato fino a ora per cercare di intercettare qualche filone post Covid. Ciò che manca di più è il settore business che non è mai ripartito. Altro elemento grave, in questo momento, è la mancanza di programmazione per l’anno prossimo. Non c’è ancora movimento sulla primavera, perché regna sovrana l’incertezza legata anche alle varianti. Tutti fattori che lasciano il settore ingessato».
«Pescara non è mai stata nel periodo natalizio una destinazione particolarmente gettonata», ribadisce Emilio Schirato, proprietario dell'hotel Plaza. «Per noi, dopo il 15 dicembre c’è sempre stato un calo di presenze che potremmo definire fisiologico, ad eccezione del 30 e 31 dicembre, in cui storicamente c’è sempre stato il pienone. Detto ciò, in questo momento non stiamo registrando delle disdette, quindi le novità sul Green pass o sulle mascherine non stanno avendo effetti negativi sulle prenotazioni, che stanno continuando ad entrare, seppure con un lieve rallentamento rispetto agli altri mesi, ma non constatiamo un abbassamento anomalo».
A livello nazionale, se l'incertezza ha frenato la ripartenza del turismo, ha influito meno sul ponte dell’Immacolata. Secondo le stime del Centro studi turistici di Firenze realizzate per Assoturismo Confesercenti, attraverso un’indagine sui portali online di commercializzazione turistica, tra il 4 e l’8 dicembre le strutture ricettive italiane dovrebbero registrare 4 milioni di pernottamenti, anche se molte stanze sono rimaste vuote. Il tasso di occupazione delle camere disponibili è in media del 62 per cento, 14 punti in meno del 2018, quando c’era stato l'ultimo ponte pre-Covid, dato che nel 2019 l’8 dicembre era domenica. Un dato che invece, in Abruzzo, scende sotto la soglia del 60 per cento.

