E nel pomeriggio l’assemblea degli studenti
Il giorno dello sciopero generale contro il Jobs act e la legge di stabilità diventa l’occasione, per gli studenti della scuole superiori, per tracciare un bilancio della stagione delle proteste...
Il giorno dello sciopero generale contro il Jobs act e la legge di stabilità diventa l’occasione, per gli studenti della scuole superiori, per tracciare un bilancio della stagione delle proteste portata avanti nelle scorse settimane contro “La buona scuola”, il progetto di riforma dell’istruzione varato dal premier Matteo Renzi e dal ministro Stefania Giannini.
Ieri pomeriggio, a partire dalle 15,30, fuori dall’orario scolastico, una cinquantina di ragazzi degli istituti di Pescara e del liceo artistico “Nicola da Guardiagrele” di Chieti si sono riuniti in un'assemblea pacifica in piazza Salotto per confrontarsi sui prossimi passi della loro mobilitazione. Non in tanti, ma comunque sufficienti per dire la loro sul settore della scuola con tutti i suoi problemi.
«Non abbiamo partecipato alla manifestazione dei sindacati», spiega Aksel Nicaj, rappresentante del collettivo studentesco pescarese, «perché non volevamo che ci accusassero di voler saltare le lezioni e perdere altro tempo. Tutte le scuole della città si sono organizzate con settimane di occupazioni o autogestioni che hanno portato diversi risultati positivi. Sono stati realizzati laboratori interessanti, approfondendo materie che spesso non vengono insegnate durante le ore di lezione. Al Volta e al Manthonè gli studenti hanno dormito fuori dalle aule al freddo, poiché sono stati chiusi fuori dalla scuola. Ma nonostante queste difficoltà sono andati avanti e questo dimostra quanto ci tengono alla causa».
«Non ci fermeremo qui», assicura la studentessa, «andremo avanti con la nostra protesta fino a quando non riusciremo ad arrivare al nostro obiettivo, ossia fermare La buona scuola di Renzi, il Jobs act e la legge di stabilità». (y.g.)

