E nella coop di Lanciano lavoratori in ansia

Nominato il nuovo consiglio d’amministrazione. Mattucci sostituito alla presidenza dopo l’ arresto
LANCIANO. Esprime «preoccupazione per il futuro di 600 dipendenti» che manifestano la «volontà di proseguire il lavoro per assicurare i servizi essenziali ai 10mila assistiti». Così Alberto Giuliani, neo presidente della cooperativa La Rondine (nata a Lanciano a fine anni ’90 e specializzata nell’assistenza a socio sanitaria riabilitativa a carattere psichiatrico) coinvolta nell’indagine giudiziaria per l’arresto del presidente e legale rappresentante Domenico Mattucci con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta.
Giuliani, subentrato a Mattucci cinque giorni fa alla guida della cooperativa di via Arco della Posta a Lanciano, ha immediatamente «provveduto a nuove nomine nel consiglio di amministrazione dell’azienda e avviato un’azione disciplinare interna».
Con un comunicato rompe il silenzio di questi giorni. Un «silenzio ritenuto la scelta più giusta perché è difficile parlare, commentare, quando ci si sveglia con una notizia che lascia attoniti e sgomenti, addolorati e impotenti» precisa la nota.
E dopo una «settimana drammatica», Giuliani traccia le basi per il futuro: «Ora dobbiamo raccogliere le energie, affidarci alle competenze e andare avanti con maggiore determinazione proprio per dimostrare, semmai ce ne fosse bisogno, che mai siamo venuti meno ai nostri impegni», prosegue il neo presidente. Che va dritto al punto: «Siamo preoccupati per il futuro di centinaia di famiglie e per i nostri assistiti. Sono più di 600 i dipendenti e 10mila i nostri assistiti ai quali è doveroso continuare ad assicurare servizi essenziali, fondamentali».
Sull’appalto che coinvolge la Asl di Pescara, Giuliani precisa: «Se la magistratura prenderà provvedimenti in merito, noi ci adegueremo. Confidiamo nel percorso della giustizia e siamo a disposizione, se necessario, nella massima trasparenza». «Siamo abituati a far fronte a situazioni delicate e complesse» sottolinea il presidente de La Rondine, «il nostro lavoro, proprio per la sua specificità, richiede, oltre alla professionalità, pazienza, dedizione e spirito di servizio, soprattutto la forza e il coraggio di non lasciarsi abbattere quando ci sono difficoltà che sembrano insormontabili. Sappiamo che questo è un brutto momento, ma siamo anche consapevoli di quanto la cooperativa ha costruito negli anni e dei risultati conseguiti». È «un’atmosfera abitata da timori e preoccupazioni, ma anche dalla volontà di non lasciarsi scoraggiare dall’attuale situazione. Metteremo in campo le azioni per tutelare chi lavora» conclude Giuliani.
L’azienda fa sapere che «l’8 aprile scorso», all’indomani degli arresti di Mattucci, Sabatino Trotta e Luigia Dolce, «abbiamo tenuto un Cda urgente rimuovendo dalla carica il precedente presidente e avviando al tempo stesso una indagine disciplinare interna. Contestualmente è subentrato Matteo Giancristofaro come nuovo consigliere di amministrazione» e dato mandato all’avvocato Sergio Della Rocca di «difendere gli interessi della cooperativa». (c.co.)

